La NASA ha condiviso un comunicato sulla situazione dovuta all’emergenza medica per espressa richiesta dell’astronauta Mike Fincke

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Lo scorso mese, la missione Crew-11 della NASA, che ha operato utilizzando una navicella Dragon della SpaceX, era stata fatta rientrare a causa di una emergenza medica a bordo della Stazione Spaziale. La NASA, per rispetto della privacy, non aveva rilasciato informazioni sull’astronauta coinvolto e sull’origine del problema. Oggi, su richiesta dello stesso astronauta, siamo venuti a conoscenza che si tratta di Mike Fincke, che sin dal 1996 ha partecipato a ben quattro missioni nello spazio. A seguire la dichiarazione dello stesso astronauta che ha voluto ringraziare il supporto avuto dai membri della missione e dal team NASA.

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Il comunicato

Mike Fincke Crew 11
L’astronauta Mike Fincke aiutato a scendere dalla navicella Dragon dopo il rientro dalla Stazione Spaziale avvenuto il 15 gennaio 2026. Crediti: NASA/Bill Ingalls

“Il 7 gennaio, mentre ero a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, ho avuto un problema medico che ha richiesto l’immediata attenzione dei miei incredibili compagni di equipaggio. Grazie alla loro rapida risposta e alla guida dei nostri chirurghi di volo della NASA, le mie condizioni si sono rapidamente stabilizzate.

Dopo ulteriori valutazioni, la NASA ha stabilito che la soluzione più sicura fosse un rientro anticipato per la Crew-11: non un’urgenza, ma un piano attentamente coordinato per poter sfruttare le avanzate tecnologie di imaging medico non disponibili sulla Stazione Spaziale. Il 15 gennaio, siamo atterrati al largo di San Diego dopo una straordinaria missione durata cinque mesi e mezzo.

Sono profondamente grato ai miei compagni della Spedizione 74 – Zena Cardman, Kimiya Yui, Oleg Platonov, Chris Williams, Sergey Kud-Sverchkov e Sergei Mikayev – così come all’intero team della NASA, a SpaceX e al personale medico dello Scripps Memorial Hospital di La Jolla, vicino a San Diego. La loro professionalità e dedizione hanno garantito un esito positivo.

Sto molto bene e continuo il ricondizionamento post-volo standard presso il Johnson Space Center della NASA a Houston. Il volo spaziale è un privilegio incredibile e a volte ci ricorda quanto siamo umani. Grazie a tutti per il vostro supporto.”

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