Il parco più famoso al mondo non registra nevicate dal 13 febbraio 2022. E non è una buona notizia.

Cosa succede al clima? Ricordate le nevicate a New York che abbiamo visto in numerosi film e serie tv? Sono passati 653 giorni dall’ultima volta in cui ha nevicato a Central Park. Si tratta di quasi il doppio del precedente record di 383 giorni, terminato a marzo del 1998. Una stagione invernale particolarmente fiacca, quella dello scorso anno, che ha prodotto la minima quantità di neve che sia mai stata registrata dal 1869. Luisana Perez ha raccontato al New York Times di essere cresciuta con le storiche nevicate a Central Park. Ma lo scorso Natale, ha detto che stava letteralmente sudando mentre indossava un maglione festivo come unico indumento. Insomma, il clima sta cambiando e non è di certo una buona notizia.

New York è sempre più calda

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“La città diventa sempre più calda”, ha detto. “Non sembra un clima natalizio. Non siamo in California, dove Babbo Natale indossa un costume da bagno”. Ma non tutte le speranze sono perdute, e quest’anno è probabile che la questione sarà quando, e non se, la neve si accumulerà nel parco. James Tomasini, meteorologo del Servizio Meteorologico Nazionale, non si aspetta grandi cambiamenti rispetto allo scorso anno.

Cambiamenti del clima e caldo anomalo a New York

I sistemi temporaleschi che colpiscono New York City hanno in genere un lato più caldo e uno più freddo. Se la tempesta si estende lungo la costa ma troppo nell’entroterra – come è successo nella maggior parte delle tempeste dell’anno scorso – New York finirà sul lato più caldo della tempesta e cadrà meno neve.

L’influenza del Niño sul clima

Quest’anno, tuttavia, la stagione invernale inizia con il fenomeno El Niño, e questo potrebbe fare la differenza in termini di neve. Durante gli inverni legati al fenomeno El Niño, si tende ad aumentare la quantità di tempeste costiere che si formano al largo della costa orientale. Una traiettoria della tempesta a sud-est di New York sull’oceano è favorevole, ha detto Tomasini, perché in quel caso la città si troverebbe sul lato più freddo della tempesta.

Riferimenti: New York Times