L’Università del Michigan ha detto che un suo presunto manoscritto attribuito a Galileo è in realtà un falso. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Un documento scritto a mano che si pensava fosse stato redatto da Galileo Galilei è in realtà un falso. Ad annunciarlo l’Università del Michigan: “È stato piuttosto sconvolgente quando abbiamo saputo per la prima volta che il nostro Galileo non era un vero Galileo” ha spiegato al New York Times il decano ad interim della biblioteca del Michigan. Il manoscritto era un gioiello della collezione della Biblioteca statunitense, ma un’indagine interna ha rivelato che si tratta di un falso. Le filigrane sulla carta, infatti, risalgono a non prima del 18esimo secolo, quindi oltre cento anni dopo la morte del famoso astronomo.

Il manoscritto attribuito a Galileo Galilei. Credit: Università del Michigan

La storia del manoscritto

L’Università possiede il manoscritto dal 1938, da quando gli fu donato da Tracy McGregor, uomo d’affari di Detroit che aveva acquistato il documento all’asta nel 1934. All’epoca in allegato al manoscritto si affermava che il cardinale Pietro Maffi, Arcivescovo di Pisa, aveva di persona autenticato il manoscritto confrontandolo con altre lettere di Galileo stesso.

La parte superiore del documento, infatti, è una bozza di lettera che Galileo scrisse prima della presentazione di un nuovo telescopio al Doge di Venezia nel 1609. L’astronomo scrisse davvero una versione di questa lettera: una bozza finale si trova nell’Archivio di Stato a Venezia. La metà inferiore, invece, contiene una serie di appunti sulle lune di Giove, basati su appunti reali presi proprio da Galileo. La bozza finale di quegli appunti si trova attualmente in Italia, presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Riferimenti: Live Science

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