È stato emesso un avviso di tempesta geomagnetica G3 (FORTE) dal NOAA. Una CME dovrebbe raggiungere la Terra il 9 dicembre 2025, aurora boreale visibile in Italia?
È stato emesso un avviso di tempesta geomagnetica G3 (FORTE) dal NOAA Space Weather Prediction Center. Ciò è dovuto a una CME che dovrebbe raggiungere la Terra tra la mattina e il primo pomeriggio del 9 dicembre 2025 UT. Le aurore potrebbero essere visibili anche a latitudini medio-basse, occhio per chi vive al Nord Italia (c’è possibilità della classica aurora rossastra che abbiamo già ammirato)! Si attendono ulteriori dati per quanto riguarda i due flare di classe M, e quello di classe X, espulsi questa mattina dalla nostra stella, che potrebbero essere più interessanti, e forse, da porre speranze anche per quanto riguarda le nostre latitutidini.

Le CME
Le CME sono espulsioni di materiale dal Sole che viaggiano nello spazio. Si propagano nel vento solare come una forte raffica e, se colpiscono la Terra, possono trasferire energia alla nostra schermatura magnetica, disturbandola e provocando tempeste geomagnetiche. Le tempeste geomagnetiche fanno espandere gli ovali aurorali verso latitudini più basse, permettendo l’osservazione delle aurore anche in zone dove solitamente non appaiono.
Incertezza
Le previsioni sulle CME hanno un margine di incertezza di circa 7 ore, ma, tuttavia, non è possibile sapere con certezza cosa accadrà all’impatto, e c’è sempre la possibilità (anche se piccola) che la CME manchi la Terra! È già successo. Per cui bisognerà monitorare i grafici mantenendo basse le proprie aspettative.

Il colore rosso dell’aurora in Italia (e non verde)
Come spiegavamo in un precedente articolo, l’aurora boreale si forma dopo che le particelle solari interagiscono con gli atomi di ossigeno intrappolati nel campo magnetico terrestre. Il colore verde che vediamo generalmente in Lapponia o in Islanda è dovuto alla quota (bassa). In genere, infatti, si avvistano tra i 100 e i 300 km sopra le nostre teste. Ma quando l’attività solare è particolarmente intensa, le particelle provenienti dal Sole possono interagire con l’ossigeno molecolare ancora più in alto, tra i 400 e gli 800 km. Questo causa il colore rosso che abbiamo visto anche in Italia.
Articolo in collaborazione con Nunzio Micale del progetto AstroGargano
