Ricercatori hanno creato un “pixel” grande quanto una nanoparticella. È invisibile a occhio nudo e non serve per gli schermi, ma per il camuffamento attivo.
La corsa al pixel più piccolo potrebbe essere finita, ma il vincitore non finirà sui nostri televisori. Ricercatori di Cambridge hanno creato un pixel grande quanto una nanoparticella d’oro, larga solo pochi miliardesimi di metro. È così piccolo che è invisibile. A cosa serve allora?
Non luce ma dispersione
A differenza di un pixel LED che emette luce, questo dispositivo funziona disperdendo la luce. La nanoparticella d’oro è posta su una superficie riflettente e avvolta in un gel polimerico (polianilina). Quando si applica una piccola carica elettrica, il polimero cambia stato e “costringe” la particella a disperdere la luce in modo diverso, cambiandone il colore. Un meccanismo ingegnoso.

Lo schermo che userà pixel “camaleonte”
Se un singolo pixel è invisibile, miliardi di essi possono essere “stampati” su superfici flessibili e vastissime. L’applicazione non è quindi l’alta definizione, ma il camuffamento attivo. Immaginate superfici che cambiano colore istantaneamente per adattarsi all’ambiente, o vetri intelligenti che bloccano il calore solare.
Non si tratta di un display, ma di un rivoluzionario rivestimento mimetico, che dimostra ancora una volta come la nanotecnologia sappia prendere un’idea (gli schermi) e applicarla a qualcosa di completamente diverso.
Fonti:
ScienceAlert: World’s Tiniest Pixel Shatters Records, But Theres a Catch.
