Il 28 aprile, durante un’audizione al Senato degli Stati Uniti, il nuovo amministratore della NASA Jared Isaacman ha dichiarato di essere a favore della riclassificazione di Plutone come pianeta. L’Unione Astronomica Internazionale lo aveva declassato a “pianeta nano” nel 2006.
Nel 2006 l’Unione Astronomica Internazionale stabilì una definizione precisa di pianeta: un corpo celeste deve orbitare attorno al Sole, avere massa sufficiente per essere sferico e aver ripulito la propria orbita dai detriti. Plutone fu declassato perché condivide lo spazio nella Fascia di Kuiper con molti altri oggetti ghiacciati, inoltre, non aveva ripulito la propria orbita.
La sfida della NASA
Il 28 aprile, davanti alla sottocommissione del Senato per gli stanziamenti, il nuovo amministratore NASA Jared Isaacman ha dichiarato: “Sono totalmente a favore di restituire a Plutone lo status di pianeta”. La posizione però, oltre che di carattere scientifico, è anche di carattere simbolico.

Plutone è stato infatti l’unico pianeta scoperto da un americano, Clyde Tombaugh, che lo individuò nel 1930 dall’Osservatorio Lowell in Arizona. Isaacman ha poi aggiunto che la NASA sta preparando documenti per rilanciare il dibattito nella comunità astronomica.
L’argomento dei criteri incoerenti
I sostenitori di Plutone come pianeta fanno notare un’incongruenza, e cioè che anche la Terra e Giove condividono le loro orbite con migliaia di asteroidi, eppure nessuno mette in discussione il loro status. La missione New Horizons del 2015 ha sorvolato Plutone trasmettendo immagini di montagne imponenti, ghiacciai di azoto e la celebre pianura a forma di cuore, la Tombaugh Regio. L’ultima parola adesso spetta ancora all’IAU, ma la battaglia politica e scientifica sembra essere appena iniziata. Seguiranno sicuramente aggiornamenti sulla questione del nostro amato Plutone.
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