Il satellite Copernicus Sentinel-2 ha fotografato l’occhio dell’uragano Melissa poche ore prima che toccasse la Giamaica. Ecco la foto.
Il 28 ottobre l’uragano Melissa, la tempesta più potente ad aver colpito la Giamaica nella storia, ha imperversato sull’isola con una forza devastante. Pensate che i venti hanno raggiunto i 298 km/h e una pressione centrale di 892 hPa. Melissa è già tra gli uragani più intensi mai osservati nel bacino atlantico. Quel giorno, uno dei satelliti Copernicus Sentinel-2 ha fotografato l’occhio dell’uragano Melissa, poche ore prima che toccasse terra. Ecco la foto.
Gli aggiornamenti sull’uragano Melissa

Come riporta la CNN, Melissa sta attualmente attraversando le Bahamas dopo aver toccato Cuba. Su quest’isola circa 140.000 persone sono rimaste isolate a causa dell’innalzamento del livello del fiume. Melissa, però, si sta indebolando dopo aver oltrepassato la Giamaica, dove ha causato gravi danni alle infrastrutture pubbliche e lasciato gran parte dell’isola senza elettricità. Ad Haiti più di 20 persone sono morte dopo che un fiume è esondato dopo il passaggio dell’uragano.
Perché diamo nomi di persona agli uragani
Fino all’inizio degli anni ’50, le tempeste tropicali e gli uragani venivano monitorati in base all’anno e all’ordine in cui si verificavano. Col tempo, si è scoperto che l’uso di nomi brevi e facili da ricordare, sia nelle comunicazioni scritte che orali, è più rapido e riduce la confusione quando due o più tempeste tropicali si verificano contemporaneamente. In passato, confusione e false voci si verificavano quando gli avvisi di tempesta trasmessi dalle stazioni radio venivano scambiati per avvisi riguardanti una tempesta completamente diversa, situata a centinaia di chilometri di distanza. Nel 1953, gli Stati Uniti iniziarono a usare nomi femminili per le tempeste e, nel 1978, vennero utilizzati sia nomi maschili che femminili per identificare le tempeste del Pacifico settentrionale. Questo fu poi adottato nel 1979 per le tempeste del bacino atlantico.
Per saperne di più:
- Consulta il sito di Copernicus.
