Dal cosmodromo di Plesetsk lanciati i primi 16 satelliti Rassvet della startup russa Bjuro 1440: parte la costellazione per internet satellitare analoga di Starlink
Era previsto per il 19 marzo 2026, alle ore 12:00 italiane, ma, a sorpresa e senza nessun annuncio, un razzo Soyuz-2 è decollato alle 18:24 italiane del 23/03/2026 cosmodromo militare di Plesetsk, portando in orbita 16 satelliti della costellazione Rassvet, sviluppata dalla società privata russa Bjuro 1440.

Il lancio segna un passaggio cruciale per il progetto: per la prima volta la costellazione entra nella fase di dispiegamento operativo, con l’obiettivo di creare una rete di satelliti in orbita bassa destinata a fornire servizi di internet ad alta velocità, in modo simile alla rete Starlink. Dopo anni di annunci e test sperimentali, il sistema comincia così a prendere forma nello spazio.
La startup che sogna lo “Starlink russo”
Il panorama delle startup spaziali russe ha visto, negli ultimi dieci anni, un fiorire di progetti che si sono dovuti scontrare con notevoli difficoltà economiche e tecnologiche. La scarsità di investimenti internazionali, aggravata dalle sanzioni e dal conflitto iniziato nel 2022, ha reso particolarmente complesso sviluppare infrastrutture spaziali avanzate.
Nonostante questo contesto, Bjuro 1440 è riuscita a portare in orbita alcuni satelliti sperimentali e a dimostrare la fattibilità di un sistema di comunicazione orbitale che ambisce, da una parte, a competere con il programma federale Sfera e, dall’altra, a offrire una soluzione più economica rispetto alle reti occidentali di internet satellitare.
Fondata nel 2020 e parte dell’ecosistema industriale dell’holding russa IKS, la società si è posta un obiettivo molto ambizioso: costruire una costellazione di centinaia di satelliti in orbita bassa per fornire accesso a internet ad alta velocità.
Il piano originario prevedeva una rete di circa 900 satelliti entro il 2035, anche se negli ultimi mesi la società ha lasciato intendere che il numero potrebbe essere ridotto a circa 737 unità, pur mantenendo invariata la copertura prevista.
Le missioni sperimentali: Rassvet-1 e Rassvet-2
Prima di arrivare al lancio operativo del 2026, la società ha condotto una serie di missioni sperimentali. Il 27 giugno 2023 furono lanciati tre satelliti Rassvet-1, dal peso di circa 80 chilogrammi, destinati a testare i sistemi di comunicazione e le tecnologie di bordo. Pochi mesi dopo, nell’ottobre dello stesso anno, Bjuro 1440 annunciò di aver effettuato la prima chiamata internet russa tramite satelliti a bassa orbita. Le prestazioni iniziali erano ancora limitate, circa 12 Mb/s in downlink e 7 Mb/s in uplink, ma sufficienti a dimostrare il funzionamento della rete e dei sistemi di comunicazione tra satelliti.
Nel maggio 2024 furono poi lanciati tre nuovi satelliti sperimentali della missione Rassvet-2, che hanno permesso di testare ulteriori tecnologie chiave per la futura costellazione, tra cui sistemi di comunicazione inter-satellitare e tecnologie di rete avanzate. Una volta a regime, la costellazione dovrebbe consentire velocità di trasmissione molto più elevate, comprese tra 50 Mb/s e 1 Gb/s in downlink.
Il significato del nome “Bjuro 1440”
Anche il nome della società è un richiamo diretto alla storia della cosmonautica. Il riferimento principale è naturalmente allo Sputnik-1, il primo satellite artificiale della storia lanciato dall’Unione Sovietica nel 1957. I richiami sono diversi: i primi satelliti Rassvet sperimentali hanno una massa di circa 80 kg, molto vicina a quella dello Sputnik originale; il numero 1440 ricorda le 1440 orbite compiute dallo Sputnik-1 prima del rientro atmosferico nel gennaio 1958 ed infine la parola “Bjuro” evoca i celebri uffici di progettazione sovietici, gli OKB (Opytnoe konstruktorskoe bjuro), che diedero vita ai grandi programmi spaziali dell’URSS. Un richiamo simbolico che sottolinea la volontà di inserirsi nella lunga tradizione dell’ingegneria spaziale russa.
Il lancio dei primi 16 satelliti
La missione del 23 marzo 2026 rappresenta quindi un passaggio fondamentale. Il razzo Soyuz-2, decollato dal cosmodromo di Plesetsk, ha immesso in orbita 16 satelliti Rassvet di nuova generazione, che costituiranno il primo nucleo operativo della costellazione.
Il progetto aveva già subito alcuni ritardi: il lancio inizialmente previsto per la fine del 2025 era stato spostato al 2026 a causa di difficoltà nella produzione e nell’assemblaggio dei satelliti. Se il dispiegamento procederà secondo i piani, nel giro di pochi anni la costellazione dovrebbe crescere rapidamente. I programmi prevedono centinaia di satelliti entro la fine del decennio, con circa 250 unità operative al momento dell’avvio dei servizi commerciali.
Una sfida tecnologica e industriale
La vera sfida per Bjuro 1440 non è soltanto tecnologica: realizzare una costellazione di centinaia di satelliti richiede infatti una catena di produzione quasi industriale per costruire rapidamente i satelliti, oltre a una rete di stazioni di terra e terminali utente ed ad un alto numero di lanci annuali per dispiegare la costellazione. In un contesto segnato dalle sanzioni e dalla difficoltà di accedere a componenti elettronici avanzati, la produzione di massa dei satelliti rappresenta probabilmente l’ostacolo più difficile da superare.
Una nuova corsa alle costellazioni
Il progetto Rassvet si inserisce in una nuova fase della competizione spaziale globale. Negli ultimi anni, l’accesso a internet tramite costellazioni di satelliti in orbita bassa è diventato uno dei settori più dinamici dell’industria spaziale. Oltre a Starlink, diversi paesi stanno sviluppando sistemi analoghi, considerati infrastrutture strategiche sia per l’economia civile sia per le comunicazioni militari. Con il successo del lancio del 19 marzo 2026, Bjuro 1440 ha compiuto il primo vero passo verso la creazione di una costellazione russa di internet satellitare.
Una sfida tecnologica e industriale enorme, destinata probabilmente ad accompagnare l’evoluzione del settore spaziale per molti anni.





