Starship Flight 14 punta al primo volo orbitale il 28 settembre, con 26 satelliti Starlink V3. Segui il lancio e il rientro nella nostra diretta

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Il 28 settembre 2026 potrebbe essere una data storica per SpaceX. Il quattordicesimo volo di Starship si prepara infatti al lancio con un obiettivo mai raggiunto prima dal gigantesco veicolo: entrare in orbita attorno alla Terra. La missione è prevista, previa approvazione delle autorità competenti, con una finestra di lancio di 75 minuti che si aprirà alle 7:15 CT, le 14:15 italiane. Per questo particolare profilo di missione, Passione Astronomia, in collaborazione con SPF – Spazio Penultima Frontiera e Le Storie di Kosmonautika, organizzerà una diretta fiume dal lancio al decollo (attivate la campanella):

Il primo tentativo orbitale

I tredici voli precedenti di Starship hanno seguito traiettorie suborbitali, studiate per massimizzare la sicurezza pubblica e permettere di raccogliere dati preziosi durante lo sviluppo. Il Flight Test 14 punta ora a inaugurare la fase orbitale del programma, un passaggio fondamentale verso l’obiettivo di realizzare un sistema completamente e rapidamente riutilizzabile.

La Ship 40 ripresa nello spazio dal Booster SuperHeavy durante l'IFT-13. Credito: SpaceX
La Ship 40 ripresa nello spazio dal Booster SuperHeavy durante l’IFT-13. Credito: SpaceX

La missione prevede che la Starship raggiunga un’altitudine di circa 275 chilometri e completi sei orbite attorno alla Terra, per un volo complessivo di quasi dieci ore. Al termine, la navicella effettuerà un rientro controllato con ammaraggio nell’Oceano Pacifico, a ovest del Cile. Un profilo molto diverso da quello dei voli precedenti, durati circa 65 minuti e conclusi nell’Oceano Indiano, al largo dell’Australia occidentale.

Il Super Heavy e la Starship

Il primo stadio, il Super Heavy, affronterà invece una missione più vicina a quelle già sperimentate. Dopo la separazione degli stadi, tenterà la manovra di rientro e un ammaraggio nel Golfo del Messico, circa sette minuti dopo il decollo. Il volo 13 aveva mostrato un importante progresso: per la prima volta tutti i 33 motori erano stati utilizzati durante la manovra di rientro. Nella fase terminale, però, tre motori centrali avevano evidenziato problemi legati all’accumulo di ghiaccio, causando l’interruzione anticipata della manovra. Il successivo tentativo di atterraggio aveva visto riaccendersi 8 dei 13 motori previsti, prima di un ammaraggio brusco. Per l’IFT-14 sono state introdotte modifiche hardware al sistema di filtraggio dei motori e aggiornamenti software destinati a migliorare l’affidabilità delle riaccensioni. Nessun recupero tramite i bracci della torre di lancio è previsto per questa missione. Il sistema di cattura, già utilizzato tre volte con il Super Heavy, dovrà attendere ulteriori voli prima di diventare una procedura operativa anche per la Starship.

Arrivano i primi Starlink V3

Il carico utile sarà particolarmente interessante: per la prima volta, SpaceX prevede di mettere in orbita 26 satelliti Starlink V3, la nuova generazione della costellazione per la connettività a banda larga.

Uno dei satelliti Starlink V3. Credito: SpaceX
Uno dei satelliti Starlink V3. Credito: SpaceX

Secondo i dati forniti dall’azienda, ogni satellite V3 dovrebbe aggiungere circa 1 Tbps di capacità alla rete. I 26 satelliti potrebbero quindi apportare complessivamente 26 Tbps, una capacità dichiarata circa dieci volte superiore a quella ottenibile con un singolo lancio di mini-satelliti Starlink V2 a bordo di Falcon 9. Dopo il rilascio, i satelliti dispiegheranno le antenne, attiveranno i pannelli solari e stabiliranno i primi collegamenti con la Terra e con il resto della costellazione, utilizzando connessioni radio e laser. Successivamente innalzeranno la propria orbita grazie ai propulsori di bordo. Tre di questi satelliti saranno inoltre equipaggiati con telecamere per osservare e fotografare lo scudo termico della Starship dopo il dispiegamento. Le immagini serviranno a studiare il comportamento delle piastrelle durante la missione e a migliorare le future procedure di rientro.

Uno scudo termico da mettere alla prova

Il 14° volo porterà con sé diversi aggiornamenti allo scudo termico della Ship, derivati anche dai dati raccolti durante il volo 13. Tra le modifiche previste ci sono nuovi sistemi di ritenzione delle piastrelle nelle aree più esposte al rischio di distacco durante l’ascesa, interventi per ridurre i percorsi di flusso del plasma dietro le piastrelle e l’impiego di più zone con piastrelle curve, progettate per limitare il riscaldamento negli spazi tra gli elementi. È previsto anche il riutilizzo di due piastrelle recuperate dalla Ship 40 sulla Ship 41: un piccolo ma significativo passo verso il riutilizzo completo del veicolo.

L'ammaraggio nell'Oceano Indiano durante l'IFT-13. Credito: SpaceX
L’ammaraggio nell’Oceano Indiano durante l’IFT-13. Credito: SpaceX

Un traguardo, non il punto d’arrivo

Starship è alta circa 124 metri nella configurazione completa, mentre la sola Ship raggiunge i 52 metri. Dopo il debutto nell’aprile 2023, il Flight 14 rappresenta una nuova fase dello sviluppo del sistema. Raggiungere l’orbita, dispiegare i primi Starlink V3 e completare il rientro controllato sarebbero risultati fondamentali. Ma il programma guarda già oltre: recupero della Starship tramite torre, rifornimento in orbita e missioni verso la Luna e Marte. Per ora, l’appuntamento è fissato al 22 settembre. E noi lo seguiremo in due momenti distinti: prima il lancio, poi il rientro, quando la Starship avrà completato il suo primo viaggio orbitale. Seguite le nostre dirette per vivere insieme questo nuovo capitolo dell’esplorazione spaziale.