Un potente ciclone atlantico solleva la sabbia del deserto verso il nostro Paese, visibile dalle immagini satellitari della NASA
Nelle prossime ore, tra il 4 e il 5 marzo, il quadro meteorologico italiano subirà un cambiamento, a causa di una profonda area di bassa pressione centrata vicino allo Stretto di Gibilterra. Questa depressione atlantica agisce come un enorme aspirapolvere puntato sul deserto del Sahara. Alimentato da forti contrasti termici, il ciclone innesca poi venti intensi di scirocco che sollevano quantità massicce di polvere finissima (sabbia) tra l’Algeria e la Libia, per poi spingerle verso l’Italia attraverso il Mar Mediterraneo. La nube è monitorata dai sensori MODIS (satelliti Terra e Aqua) e OLCI (Copernicus Sentinel-3).
Un cielo lattiginoso e piogge rosse
Gli effetti saranno visibili a tutti già da domani mattina, Alzando lo sguardo, troveremo un’atmosfera opaca e un cielo lattiginoso che tenderà a sfumature gialle o rosso fuoco. La spiegazione di questo fenomeno visivo è semplice: le particelle di sabbia in sospensione filtrano la luce solare, assorbendo la lunghezza d’onda del blu e lasciando passare solo le frequenze dei colori caldi. I dati acquisiti tramite il sensore MODIS (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer), operativo sui satelliti Terra e Aqua della NASA, hanno permesso di mappare con precisione millimetrica l’estensione della nube sahariana sopra il Mediterraneo (vedi immagine seguente).

Il protagonista di questa incursione di polvere è lo Scirocco. I modelli meteo indicano venti più intensi sulle isole maggiori e sulle regioni meridionali, con velocità che potranno superare addirittura i 100 km/h in Sardegna. Dove (e se) cadrà la pioggia, le gocce cattureranno la sabbia in sospensione, trasformandola in fango rossastro sulle strade e sulle auto. Non tutte le zone saranno interessate allo stesso modo: alcune città resteranno solo con aria più opaca, altre vedranno delle vere e proprie piogge rosse.
Un fertilizzante piovuto dal cielo
La polvere che sporca le auto nasconde, in realtà, anche una funzione ecologica vitale per il Mediterraneo. Quei granelli in viaggio dal Nord Africa sono ricchi di ferro e fosforo, due elementi chimici essenziali che in mare aperto tendono a scarseggiare. Quando la nube di sabbia si deposita sull’acqua, rilascia questi minerali innescando una fioritura massiccia di fitoplancton.

Questi organismi microscopici formano la base dell’intera catena alimentare marina e dipendono strettamente da queste tempeste periodiche per prosperare. Senza il vento che spazza periodicamente le dune africane, la biologia dei nostri mari sarebbe molto più povera. L’aumento sempre più frequente degli episodi di polveri provenienti dal deserto del Sahara rappresenta un segnale evidente dei cambiamenti climatici in atto. Quello che osserveremo in questi giorni nei nostri cieli, è il sintomo visibile di un equilibrio atmosferico globale che sta rapidamente mutando.
Per saperne di più:
- Consulta la sezione dedicata a MODIS della NASA
