Le osservazioni del satellite TESS della NASA rivelano eclissi stellari che potrebbero indicare la presenza di nuovi pianeti extrasolari, aprendo la strada alla scoperta di mondi ancora inesplorati.
Uno studio basato sui dati della missione Transiting Exoplanet Survey Satellite (TESS) della NASA ha identificato una moltitudine di esopianeti in sistemi stellari binari a eclisse. Questo approccio consente agli scienziati di individuare pianeti che sfuggirebbero ai metodi tradizionali di rilevamento, ampliando significativamente il campione osservabile.

TESS conferma la presenza di una moltitudine di esopianeti
Ad oggi, TESS ha confermato 885 esopianeti e catalogato oltre 7.900 candidati. La maggior parte di queste scoperte deriva dal metodo dei transiti, che rileva la diminuzione periodica della luminosità stellare quando un pianeta passa davanti alla propria stella rispetto alla linea di vista dell’osservatore.
Parallelamente, TESS monitora decine di migliaia di sistemi binari a eclisse, nei quali due stelle orbitanti si occultano reciprocamente. In tali sistemi, la presenza di pianeti può essere dedotta analizzando con elevata precisione le variazioni nel tempo delle eclissi (Eclipse Timing Variations).
Prima di questo studio, le osservazioni della missione Kepler e di altri programmi avevano identificato 16 pianeti in transito attorno a sistemi binari, mentre TESS ne aveva aggiunti ulteriori due.
Metodologia e innovazione
Secondo Margo Thornton, dottoranda presso la University of New South Wales, l’identificazione di transiti in sistemi binari rappresenta una sfida significativa a causa della complessità dinamica di questi ambienti. Per superare tale limite, il team ha sviluppato un metodo basato sull’analisi delle eclissi stellari, indipendente dall’inclinazione orbitale del pianeta.

Implicazioni per la formazione planetaria
L’orientamento orbitale dei pianeti nei sistemi binari fornisce informazioni cruciali sui meccanismi di formazione planetaria. Alcuni modelli teorici suggeriscono che i pianeti si formino prevalentemente nel piano orbitale delle due stelle, aumentando la probabilità di osservare transiti. Altri modelli, invece, indicano processi dinamici più caotici, in cui interazioni gravitazionali portano i pianeti su orbite inclinate o eccentriche, riducendo la probabilità di transito.
Dinamica orbitale e variazioni delle eclissi stellari
Le variazioni nel timing delle eclissi stellari possono essere influenzate da differenti fattori fisici, come le interazioni mareali tra le stelle, gli effetti relativistici, la rotazione delle stelle e la presenza di pianeti.
Venendo ad analizzare un campione di 1.590 sistemi binari, il team di ricerca ha identificato 27 sistemi che contengono esopianeti candidati. I risultati dello studio dimostrano l’efficacia dei metodi che si basano sulle variazioni delle eclissi per individuare gli esopianeti in complessi sistemi. Ciò contribuisce in modo significativo ad ampliare la comprensione della formazione dei sistemi planetari.
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