Gli scienziati hanno scoperto i più grandi campioni di buchi neri di massa intermedia e galassie nane che ospitano buchi neri attivi.

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Utilizzando i primi dati del Dark Energy Spectroscopic Instrument (DESI), un team di scienziati ha scoperto 2500 nuovi buchi neri attivi in galassie nane, nonché altri 300 di massa intermedia. Questi risultati non solo ampliano la comprensione degli scienziati su questi mostri cosmici, ma preparano anche il terreno per ulteriori esplorazioni riguardanti la formazione dei primi buchi neri e il loro ruolo nell’evoluzione delle galassie. Si tratta del più grande censimento di questo tipo, realizzato sotto la guida di Ragadeepika Pucha dell’Università dello Utah. La ricerca è stata pubblicata su The Astrophysical Journal.

Cosa ha scoperto DESI

Questa rappresentazione artistica raffigura una galassia nana che ospita un nucleo galattico attivo, un buco nero che si alimenta attivamente. Sullo sfondo ci sono molte altre galassie nane che ospitano buchi neri attivi, così come una varietà di altri tipi di galassie che ospitano quelli di massa intermedia. Crediti: NOIRLab/NSF/AURA/J. da Silva/M. Zamani.

Trovare buchi neri è una sfida di per sé, ma identificarli nelle galassie nane è ancora più difficile, a causa delle loro piccole dimensioni e della limitata capacità dei nostri attuali strumenti di osservare in dettaglio le regioni vicine a questi oggetti. Un buco nero che si alimenta attivamente, tuttavia, è più facile da individuare. “Quando un buco nero al centro di una galassia inizia ad alimentarsi, libera un’enorme quantità di energia nei suoi dintorni, trasformandosi in quello che chiamiamo nucleo galattico attivo”, ha spiegato Pucha. “È come un faro che ci consente di identificare i buchi neri nascosti in queste piccole galassie”.

2500 galassie nane candidate

Il team di ricerca ha identificato ben 2500 galassie nane che ospitano un nucleo galattico attivo, il campione più grande mai scoperto fino a questo momento. La frazione significativamente più alta di galassie nane che ospitano un Nucleo Galattico Attivo (2%) rispetto agli studi precedenti (circa lo 0,5%) è un risultato entusiasmante e suggerisce che gli scienziati abbiano tralasciato un numero sostanziale di buchi neri di piccola massa ancora non scoperti.

300 buchi neri di massa intermedia

In una ricerca separata sempre condotta con i dati DESI, il team ha identificato 300 candidati di massa intermedia, la raccolta più ampia fino ad oggi. La maggior parte di quelli già scoperti sono leggeri (meno di 100 volte la massa del nostro Sole) o supermassicci (più di un milione di volte la massa del nostro Sole). Quelli tra i due estremi sono ancora poco compresi, ma si teorizza siano le reliquie dei primissimi buchi neri formatisi nell’Universo e i precursori di quelli che si trovano al centro delle grandi galassie. Eppure ne abbiamo scoperti pochissimi, con solo circa 100-150 candidati di massa intermedia noti. Con la grande popolazione scoperta da DESI, gli scienziati hanno ora un nuovo potente set di dati da utilizzare per studiare questi giganti cosmici.

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