Il paradosso di Bootstrap: cosa succederebbe se viaggiassi nel 1905 e insegnassi la relatività a Einstein prima che la scopra?
Facciamo un esercizio mentale: hai costruito una macchina del tempo, prendi un manuale di fisica e viaggi fino al 1905, bussi alla porta di un giovane Albert Einstein e gli consegni la formula E=mc^2 prima ancora che lui la intuisca. Lui legge gli appunti, comprende la teoria, la pubblica e diventa il genio che conosciamo. Tu, nato decenni dopo, impari quella formula a scuola proprio dai suoi libri, e poi? Prendi la macchina del tempo e torni indietro a dargliela. La sequenza degli eventi è lineare, ma c’è comunque un buco enorme nella causalità. Tu hai imparato la formula da Einstein ma Einstein l’ha imparata da te. L’informazione esiste ed è corretta, eppure manca l’autore.
L’idea che si è creata da sola
Questo scenario prende il nome di Paradosso di Bootstrap (o loop causale). A differenza di altri enigmi temporali dove si modificano gli eventi creando incongruenze, qui invece fila tutto fila liscio. Il problema è un altro: l’oggetto o l’informazione non sono mai stati creati da nessuno, ma esistono in un ciclo infinito, senza un vero inizio e senza una fine.
Sembra impossibile concepire qualcosa che è senza essere mai stato diventato. L’informazione entra nel loop dal futuro, guida il passato e garantisce la propria esistenza futura. È un oggetto autocreato, senza provenienza. Ricorda (ed è esattamente il concetto utilizzato) quanto accade nella serie Dark, dove il libro sui viaggi nel tempo, venendo consegnato da un’epoca all’altra, non ha effettivamente un origine, nè un vero e proprio autore.
Cosa dice la fisica teorica
La Relatività Generale di Einstein (quello vero) prevede le Curve Temporali Chiuse. Se lo spaziotempo si curvasse abbastanza da permettere di tornare al proprio passato, questo fenomeno diventerebbe una possibilità concreta. Un oggetto fisico, come un orologio, invecchierebbe a ogni ciclo infinito fino a disintegrarsi per l’entropia.
Un’informazione pura come un’equazione matematica, invece, è immune all’invecchiamento. Potrebbe girare in quel cerchio per l’eternità, semplicemente esiste perché esiste. In questo scenario la genialità sparisce: resta solo un’informazione “orfana” che viaggia in cerchio, senza mai essere stata pensata davvero da nessuno.
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