I maser esistono davvero, e quello appena scoperto dal radiotelescopio MeerKAT è il più brillante e distante mai osservato. Si trova al centro di due galassie che si stanno scontrando: ecco cosa sappiamo sul segnale laser

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La parola “laser” è un acronimo: sta per amplificazione della luce tramite emissione stimolata di radiazione. Se al posto della luce si usano le microonde, si ottiene un maser. In natura, certi ambienti cosmici producono esattamente questo fenomeno: molecole in uno stato energetico eccitato che, colpite da fotoni della giusta energia, ne rilasciano altri in modo sincronizzato, amplificando l’emissione. Il risultato è un fascio di radiazione intensissimo, generato senza alcuna tecnologia.

Due galassie, una collisione

Il 5 marzo 2026 un team internazionale ha annunciato la scoperta del maser più luminoso e distante mai osservato. Si trova a 7,82 miliardi di anni luce dalla Terra, all’interno di un sistema di galassie in collisione designato HATLAS J142935.3-002836. La distanza supera il precedente record di 5 miliardi di anni luce. La scoperta è stata effettuata con il radiotelescopio MeerKAT, in Sudafrica, e lo studio è stato pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society Letters, da un prepint consultabile su arXiv.

Quando due galassie si scontrano, la gravità comprime enormi nubi di gas innescando la formazione di nuove stelle in modo esplosivo. I fotoni emessi da queste stelle appena nate stimolano le molecole di idrossile presenti nel gas circostante, che rispondono amplificando la propria emissione radio in modo coordinato. Il risultato è un gigamaser: una categoria ancora più rara dei megamaser, miliardi di volte più brillante di un maser ordinario.

Segnale laser
Un’immagine composita di Hubble e Keck della fusione delle galassie H-ATLAS J142935.3-002836 – sede del potente gigamaser spaziale. Credit: ALMA (ESO/NAOJ/NRAO)/NASA/ESA/W. M. Osservatorio Keck

Il telescopio cosmico

A rendere possibile la scoperta non è stato solo MeerKAT. Lungo il percorso di 7,82 miliardi di anni luce, le onde radio hanno attraversato una galassia estranea al sistema, perfettamente allineata per pura coincidenza. La massa di quella galassia ha curvato lo spazio-tempo attorno a sé, comportandosi come una lente naturale e amplificando ulteriormente il segnale prima che raggiungesse il telescopio. Senza quel fortunato allineamento, il segnale sarebbe rimasto invisibile.

Segnale laser e collisione galattica

Thato Manamela, astrofisico dell’Università di Pretoria, ha spiegato che la scoperta è stata resa possibile dalla combinazione di tre fattori: il laser radio proveniente dalla collisione galattica, la lente gravitazionale naturale fornita da una galassia interposta, e la sensibilità del radiotelescopio MeerKAT. La scoperta porta con se nuove possibilità di studiare le fusioni galattiche nelle epoche più remote dell’universo.

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