Lo studio è stato pubblicato su Nature Communications Earth and Environment e racconta l’esistenza di una profonda fattura sotto la caldera dei Campi Flegrei.

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Un team internazionale di scienziati, tra cui quelli dell’Università di Pisa, ha scoperto la presenza di una profonda frattura sotto i Campi Flegrei. La ricerca ci aiuterà forse a capire meglio i rischi associati a quest’area geologicamente molto attiva. Questa frattura, spiegano i ricercatori, mette in comunicazione il profondo serbatoio responsabile del sollevamento del suolo con le fumarole superficiali di Solfatara e Pisciarelli. È lunga circa un chilometro e larga 650 metri. Ha uno spessore di circa 35 cm e un volume di 220mila metri cubi. All’interno potrebbe esserci gas o magma.

“Risuona con la stessa frequenza da sette anni”

Da sinistra Giacomo Rapagnani, Anthony Salvatore Cappetta (Master student Unipi), Francesco Grigoli, Giulio Pasucci (dottorando Unipi), Emanuele Bozzi (Postdoc Unipi). Crediti: Unipi.

“Questa profonda frattura risuona sempre con la stessa frequenza da almeno sette anni, ormai”, ha spiegato Giacomo Rapagnani, dottorando dell’Università di Pisa e autore dello studio. I Campi Flegrei, d’altronde, sono tra i complessi vulcanici italiani più monitorati e studiati al mondo. Pensate che dal 2005 l’area è interessata da una nuova fase di sollevamento del suolo, che gli scienziati chiamano bradisisma, accompagnata da terremoti di intensità crescente. L’ultimo più forte, di magnitudo 4.6, è avvenuto proprio il 30 giugno 2025.

Lo studio dei terremoti avvenuti dal 2018 ad oggi nei Campi Flegrei

I ricercatori hanno studiato oltre cento terremoti avvenuti dal 2018 ad oggi, nell’area dei Campi Flegrei. Ebbene, hanno scoperto che in concomitanza con quelli più forti si attiva una risonanza a bassa frequenza che ha permesso loro di individuare questa profonda frattura. Questo meccanismo avviene anche in presenza di tanti altri terremoti, ma è la prima volta che viene registrato e appurato nell’area dei Campi Flegrei. Non c’è dubbio che questo studio aiuti ancora di più a comprendere cosa succederà in futuro in questa delicata area del nostro Paese. Dopotutto la ricerca è fondamentale per prevenire possibili catastrofi future.

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