La comunicazione spaziale si democratizza grazie al progetto Star Bottle
Se c’è una caratteristica che rende l’essere umano diverso da ogni altra forma di vita, questa è la curiosità, la voglia di spingersi oltre qualsiasi Colonna d’Ercole della conoscenza, senza mai accontentarsi. E dopo aver indagato e spesso contaminato ogni centimetro quadrato del nostro Pianeta, gli Ulisse del nostro tempo non possono che guardare allo Spazio, l’ultima frontiera. Per adesso non c’è nessuna nave stellare Enterprise in procinto di essere costruita, ma la possibilità di iniziare a “contaminare” lo spazio con la nostra voglia di interagire questa, invece, c’è già. Richiama alla mente i navigatori del passato che solcavano mari e oceani spesso ignari di che cosa avrebbero incontrato durante il viaggio e anche sovente incerti sulla rotta da seguire. A quei tempi, l’esigenza di lasciare un segno di sé veniva soddisfatta, almeno nei romanzi di avventura, dall’inserire il proprio messaggio in una bottiglia e lanciarlo fra le onde affidandolo al destino del “mare oceano”. Abbandonandosi all’incognita se potesse mai essere letto da qualcuno. Chissà chi, chissà dove.
Con questa ambizione nasce il progetto Star Bottle: message to the Deep Space, ideato da Domenico Zambarelli, editore di Cosmo 2050. Il progetto è stato presentato il 12 aprile scorso al Senato della Repubblica a Roma, su iniziativa del vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, nel 63° anniversario del primo volo umano nello spazio di Yurij Gagarin (sul canale YouTube del Senato: https://www.youtube.com/watch?v=ObdY6Yrt-ps).

La comunicazione spaziale si democratizza
Inviare messaggi nello spazio non è una rivoluzione, certamente. Ma l’idea che a scegliere ogni aspetto della spedizione, dai contenuti agli aspetti tecnici, siano dei privati cittadini, è una grande novità, figlia della tecnologia e della visione di cui oggi disponiamo. Finora, l’invio di messaggi nello spazio (e l’ascolto di eventuali messaggi alieni) è stato appannaggio esclusivo di grandi istituzioni come il Seti (Search of ExtaTerrestrial Intelligence), di cui ricordiamo l’exploit del famoso “messaggio di Arecibo”, inviato nel 1974 verso l’ammasso globulare M13 dal grande radiotelescopio dell’isola di Portorico. Fu un evento eccezionale, di cui a novembre 2024 è stato celebrato il 50° anniversario, ma non più ripetuto, e organizzato e gestito solo dagli scienziati, che decisero il messaggio da inviare, come e quando inviarlo, e in quale direzione. Lo scorso 10 agosto, invece, quella che ormai è riconosciuta il tutto il pianeta come “la notte delle stelle” i primi messaggi, raccolti nei mesi precedenti tramite un apposito form raggiungibile dal sito starbottle.space, sono stati inviati verso il centro della nostra Galassia, laddove si cela, a circa 26.000 anni luce di distanza dalla Terra, un buco nero supermassiccio della massa stimata di circa 4,5 milioni di volte il Sole. Messaggi che chiunque può decidere di inviare e a costi accessibili a tutte le tasche, anche se differenziati a seconda che si scelga di mandare nelle profondità del cosmo un messaggio di testo, un’immagine, un audio o un video. Con la facoltà di scegliere la data e l’area di destinazione nello spazio per il proprio lancio tra quelle proposte dal team di Star Bottle, che non porrà alcun ostacolo alla fantasia degli utenti, limitandosi solo a disporre un filtro etico sui messaggi inviati.

Qualche dato tecnico
Sul fronte tecnico, Star Bottle dimostra l’autorevolezza dell’Italia nel comparto satellitare. La trasmissione verso il deep space avviene sulla frequenza di 2115 MHz in banda S (tra i 15 cm e i 7,5 cm di lunghezza d’onda) con un bit-rate di 4,5 Mbit/s che il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) ha assegnato, per i prossimi 20 anni, a Star Bottle. La realizzazione del progetto e l’invio dei messaggi nel cosmo è possibile grazie alla partnership tra l’operatore europeo di telecomunicazioni M3Sat e Telespazio, società del gruppo Leonardo, che ha messo a disposizione per il progetto un’antenna di 11 metri di diametro presso il Centro spaziale del Fucino, situato nel comune di Ortucchio, in Abruzzo.
Una nuova frontiera della comunicazione grazie a Star Bottle
L’ultima speranza, e forse quella più nobile in fin dei conti, è quella che inviare messaggi nello spazio possa non essere un puro esercizio di fantasia, ma che uno di questi possa ricevere risposta, come accadeva per i già ricordati messaggi in bottiglia che fluttuano nei nostri mari, tra le migliaia che vanno perduti. Ma se anche così non fosse, il progetto ha un secondo fine, non meno importante.

“Se è davvero molto (ma molto) improbabile che con Star Bottle possiamo comunicare con gli alieni e avvicinarli a noi, possiamo certamente avvicinare i cittadini al cielo: progetti come questo, se riusciranno a cavalcare l’entusiasmo che oggi si respira per scenari che fino a ieri sembravano pura fiction e ora sono realtà” afferma Walter Riva, direttore responsabile di Cosmo 2050, “potrebbero potenzialmente accrescere l’interesse dei cittadini per materie affascinanti come l’astronomia e le scienze spaziali“. Anche la scelta delle date in cui inviare i primi messaggi di Star Bottle non è casuale. Per il 2024, sono state individuate due date iconiche con un grande significato astronomico. Il 10 agosto è universalmente considerata la “Notte delle stelle”, perché la Terra, in quel periodo dell’anno, attraversa una nube sottilissima di polvere cometaria, lasciata in orbita dalla cometa Swift-Tuttle. In quella notte, si può scorgere nel cielo la parte più densa della Via Lattea, la nostra città di stelle verso cui verranno indirizzati i messaggi di Star Bottle. L’altra data scelta è quella del 21 dicembre, il solstizio d’inverno, cioè il giorno in cui il Sole assume la declinazione più meridionale dell’anno e che segna l’inizio dell’inverno per l’emisfero boreale (e l’inizio dell’estate per quello australe). È nostra convinzione che scegliere due date astronomicamente importanti rafforzi il progetto ma offra anche lo spunto a chi, magari semplicemente incuriosito dall’opportunità di spedire un messaggio verso lo spazio, voglia saperne di più sulla scienza del cielo”. Tre i target individuati per il lancio del 21 dicembre: ancora il centro galattico (e stavolta i messaggi saranno inviati durante il giorno, dato che la costellazione del Sagittario, in direzione della quale viene a trovarsi il centro della nostra galassia, a dicembre è in cielo nelle ore diurne), la stella Sirio (l’astro più luminoso del cielo, già riconosciuto dagli Egizi come stella fondamentale per segnare l’inizio del loro anno) e il satellite gioviano Europa (sotto la cui coltre di ghiaccio numerosi indizi indicano la presenza di un oceano di acqua liquida). Ovviamente, diverse sanno le durate del viaggio dei messaggi a seconda della destinazione: circa 26.000 anni luce nel caso del centro della Via Lattea, 8 anni e mesi nel caso di Sirio e poco più di 40 minuti per Europa.

Cercare di comunicare con lo spazio è anche un utile esercizio per imparare a comunicare tra di noi umani, in un momento in cui molti collegamenti terrestri sono interrotti per tanti motivi. Mandare un messaggio nello spazio serve soprattutto a noi, sulla Terra, per capire cosa siamo e cosa vogliamo essere. Comunicare con il deep space ci permette di lasciare un nostro segno tangibile nell’Universo: l’umanità c’è stata. In questo tempo e in questo spazio che è la nostra contemporaneità. La novità di Star Bottle nel campo della comunicazione è tale che il progetto si è aggiudicati il premio nella categoria New frontier of communication all’Interactive Key Award 2024, uno dei riconoscimenti più ambiti e prestigiosi nel panorama pubblicitario nazionale all digital.
I costi di realizzazione di Star Bottle sono compensati esclusivamente dai pagamenti degli utenti e dagli sponsor, senza quindi ricorrere a investimenti pubblici. Ma questo progetto va oltre al fine commerciale. Lo dimostra l’iniziativa messa in campo a favore di 100 bambini ospiti dell’ospedale Gaslini, a cui Star Bottle ha voluto regalare la possibilità di inviare i loro messaggi nello spazio proprio in occasione del lancio del 21 dicembre. Messaggi che, ne siamo certi, saranno pieni di speranza, di ottimismo e di fiducia nel futuro. E chissà che non manchi qualche letterina a Babbo Natale, con l’augurio che possano ritrovarsi nelle loro case a festeggiare insieme ai propri genitori quella che per i bimbi rimane la festa più bella dell’anno. E non soltanto per loro.
Per un video di presentazione del progetto Star Bottle trasmesso da EuroNews:
