Il volo con equipaggio di Starliner è stato classificato dalla NASA come “Type A mishap”: guasti, errori decisionali e il racconto shock degli astronauti

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La pubblicazione del rapporto finale sull’indagine del volo di prova con equipaggio della NASA sulla navicella Boeing Starliner non si limita a elencare guasti tecnici e carenze procedurali. Per la prima volta, mette nero su bianco quanto gli astronauti siano stati realmente vicini a perdere il controllo del veicolo, in una situazione che – a posteriori – l’agenzia ha classificato come “Type A mishap”, il livello più grave di incidente. Il volo, lanciato il 5 giugno 2024 verso la ISS con Butch Wilmore e Suni Williams a bordo, avrebbe dovuto essere una missione dimostrativa di pochi giorni. Si è invece trasformato in una delle esperienze più tese e rischiose dell’era del Commercial Crew.

Gli astronauti della NASA Butch Wilmore e Suni Williams prima del volo di prova con equipaggio di Starliner. Credito: NASA
Gli astronauti della NASA Butch Wilmore e Suni Williams prima del volo di prova con la navicella Starliner. Credito: NASA

“Abbiamo perso il controllo del veicolo”

Durante la fase più critica, l’avvicinamento alla Stazione Spaziale Internazionale, Starliner ha iniziato a perdere propulsori uno dopo l’altro. Le perdite di elio e i malfunzionamenti dei thruster hanno progressivamente ridotto la capacità della capsula di orientarsi e manovrare correttamente. Nel racconto riportato da Ars Technica, Wilmore non usa mezzi termini:

Abbiamo perso il controllo in sei gradi di libertà, ha spiegato l’astronauta, riferendosi al momento in cui la navicella non era più in grado di controllare pienamente assetto, rotazione e traslazione. In altre parole, Starliner non rispondeva più come previsto, e l’equipaggio si è trovato a gestire un veicolo che stava lentamente scivolando fuori dai parametri di sicurezza, mentre si avvicinava a una struttura abitata come la ISS.

“È stato uno di quei momenti in cui ti rendi conto che sei davvero nei guai”

Secondo Wilmore, la consapevolezza del rischio è arrivata molto rapidamente. Nel secondo articolo, l’astronauta descrive un’atmosfera ben lontana dalla calma operativa che spesso si associa ai voli spaziali:

È stato uno di quei momenti in cui capisci che sei davvero nei guai, racconta, spiegando come l’equipaggio stesse valutando in tempo reale se fosse ancora possibile proseguire verso il docking o se fosse necessario interrompere la manovra. La situazione era resa ancora più critica dal fatto che non tutte le modalità di recupero erano state testate a fondo prima del volo, un punto che il rapporto NASA evidenzia come una grave lacuna nei processi di certificazione.

La capsula Boeing Starliner durante le delicate fasi di avvicinamento alla Stazione Spaziale Internazionale. È in questo momento che il veicolo ha iniziato a perdere propulsori, riducendo drasticamente il controllo dell’assetto. Credito: NASA
La capsula Boeing Starliner durante le delicate fasi di avvicinamento alla Stazione Spaziale Internazionale. È in questo momento che il veicolo ha iniziato a perdere propulsori, riducendo drasticamente il controllo dell’assetto. Credito: NASA

La Starliner “non doveva arrivare a questo punto”

Il rapporto dell’indagine non risparmia critiche né a Boeing né alla NASA stessa. Secondo l’amministratore dell’agenzia, decisioni influenzate da pressioni programmatiche – in particolare il desiderio di mantenere due veicoli statunitensi per il trasporto di astronauti – hanno portato ad accettare rischi che, col senno di poi, non avrebbero dovuto essere accettati.

Wilmore, dal canto suo, lascia intendere quanto la situazione fosse distante da ciò per cui l’equipaggio si era addestrato: Non era questo il profilo di missione che avevamo preparato, sottolineando come molte delle anomalie affrontate non rientrassero negli scenari nominali previsti.

Perché la NASA parla di “Type A mishap”

Nonostante l’assenza di feriti o danni catastrofici, la combinazione di perdita temporanea di controllo, rischio diretto per l’equipaggio e possibile collisione con la ISS ha portato la NASA a classificare l’evento come Type A mishap. Una definizione che, nei fatti, equivale a dire che si è andati molto vicini a un incidente potenzialmente fatale. Non a caso, la decisione finale è stata quella di far rientrare Starliner senza equipaggio, lasciando Wilmore e Williams sulla ISS per mesi, fino al rientro a Terra nel marzo 2025 a bordo di una capsula SpaceX Crew Dragon.

Starliner atterra senza equipaggio al White Sands Space Harbor, nel New Mexico. Credito: NASA
Starliner atterra senza equipaggio al White Sands Space Harbor, nel New Mexico. Credito: NASA

Un monito per il futuro

Il rapporto, completato nel novembre 2025, conclude che quanto accaduto non può essere archiviato come una semplice anomalia tecnica. È piuttosto il risultato di scelte cumulative, di test incompleti e di una cultura decisionale che, in questo caso, non ha dato priorità assoluta alla sicurezza. Le parole di Wilmore restano forse la sintesi più efficace dell’intera vicenda: una missione che doveva “solo” dimostrare l’affidabilità di un veicolo, e che invece ha mostrato quanto sottile possa essere il confine tra un volo di prova e una tragedia evitata per poco.