Analizzando i dati della missione InSight della NASA, un team internazionale ha individuato uno strato di roccia fratturata ricca d’acqua su Marte a una profondità compresa tra 5 e 8 chilometri. Il volume stimato è tra i 520 e i 780 metri se distribuito su tutto il pianeta

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Marte non è sempre stato il deserto visibile oggi. Tra i periodi Noachiano ed Esperiano, il pianeta era caratterizzato dall’abbondanza di fiumi, laghi e oceani. Successivamente l’acqua superficiale è sparita: una parte è fuggita nello spazio, un’altra è finita nella crosta attraverso l’idratazione dei minerali, un’altra ancora è conservata come ghiaccio. Nonostante già questo si sapesse, i conti comunque non tornavano, dato che rimaneva un volume di acqua, stimato tra 710 e 920 metri, che non poteva essere giustificato.

Dove è finita l’acqua di Marte? La risposta è sepolta a 8 chilometri di profondità

​La prova nascosta nelle onde sismiche

Weijia Sun (Accademia Cinese delle Scienze), Hrvoje Tkalčić (Australian National University) e i loro colleghi hanno riesaminato i dati del sismometro della missione InSight della NASA. Sono state analizzate le forme d’onda ad alta frequenza di due impatti di meteoriti e del più grande marsquake mai registrato. Grazie a questi dati è stato possibile ottenere una risoluzione verticale molto più precisa rispetto ai modelli precedenti.

Velocità delle onde di taglio

​Il risultato identifica un forte calo della velocità delle onde di taglio a una profondità compresa tra 5,4 e 8 chilometri. La spiegazione più probabile è la presenza di uno strato di roccia ad alta porosità completamente saturo di acqua. A quelle profondità la temperatura sale sopra il punto di congelamento, permettendo all’acqua di restare liquida. Il volume d’acqua preservato in questo strato è stimato tra 520 e 780 metri di spessore equivalente globale (lo spessore che avrebbe se distribuito uniformemente su Marte). Questo dato coincide col volume mancante calcolato da altri studi.

Acqua su Marte
Credit: Illustration by Medialab, ESA 2001

Ma come è arrivata l’acqua laggiù su Marte?

Durante il Noachiano, il gradiente termico era più alto e l’acqua poteva scorrere in profondità attraverso le fratture create dall’intenso bombardamento meteoritico. Poi la superficie si è raffreddata, e l’acqua è rimasta intrappolata nello strato poroso. Questa, ad oggi, è la prima prova sismica diretta di acqua liquida nella crosta marziana. Peccato che sia a 8 chilometri di profondità, su un pianeta dove non siamo mai riusciti a scavare. L’acqua c’è, ma arrivarci è un altro problema.

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