Il punto del pianeta dove la gravità è meno intensa si trova nel sottosuolo dell’Antartide. Una simulazione al computer ha ricostruito 70 milioni di anni di movimenti del mantello: l’anomalia è nata nell’Atlantico, poi si è spostata e si è allargata del 30%
Se si misura la gravità punto per punto sulla Terra, si scopre che non è uguale dappertutto. Il pianeta ha zone dove la forza è leggermente più debole, altre dove è più forte. Il punto più debole in assoluto si trova nel sottosuolo dell’Antartide. Lì la superficie teorica del geoide, quella che segue la gravità invece della topografia reale, è abbassata rispetto alla media.
Una TAC profonda 70 milioni di anni
Alessandro Forte (Università della Florida) e Petar Glišić (Istituto di geofisica di Parigi) hanno ricostruito l’origine di quell’avvallamento. È stato costruito un modello al computer del mantello terrestre per simularne i movimenti fino a 70 milioni di anni fa, usando i dati delle onde sismiche dei terremoti proprio come fossero una TAC per guardare dentro il pianeta.
La ricostruzione mostra che l’anomalia, nota come Antarctic geoid low, esiste da almeno 70 milioni di anni. All’inizio però il suo centro non si trovava sotto l’Antartide, bensì nell’Atlantico meridionale, causato da squilibri di densità nel mantello inferiore a profondità comprese tra 1830 e 2900 chilometri. Tra i 40 e i 30 milioni di anni fa, il centro si è spostato rapidamente verso il mare di Ross, in Antartide. A partire da circa 35 milioni di anni fa, l’estensione dell’anomalia è aumentata del 30% per colpa di materiale caldo risalito dal mantello profondo fino a meno di 1300 chilometri di profondità.

Il modello concorda anche con lo spostamento dell’asse di rotazione terrestre avvenuto circa 50 milioni di anni fa, ricostruito attraverso i dati paleomagnetici. Esiste inoltre un’altra coincidenza: il periodo in cui l’anomalia si è intensificata, tra 50 e 30 milioni di anni fa, coincide con l’inizio della formazione delle vaste calotte glaciali in Antartide.
L’ipotesi
L’ipotesi è che le variazioni della gravità abbiano modificato il livello del mare locale, contribuendo alle condizioni ambientali che hanno favorito la formazione del ghiaccio. Oggi quel ghiaccio si sta sciogliendo a una velocità che non ha niente di geologico, ma il buco gravitazionale, invece, sta lì da 70 milioni di anni e non se ne andrà da nessuna parte. Fa il suo lavoro… peccato che il pianeta, da sotto, non lo stia aiutando più come una volta.
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