Scoperti vasi sanguigni fossilizzati nelle ossa del T. rex: una scoperta straordinaria che sta cambiando ciò che la scienza sa sui dinosauri e sulla conservazione dei tessuti antichi

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Nonostante decenni di ricerca, il DNA dei dinosauri non è mai stato recuperato, poiché non è sopravvissuto ai processi di degradazione avvenuti nel corso di milioni di anni. La conoscenza attuale dei dinosauri deriva principalmente dallo studio di ossa e denti fossilizzati, che forniscono informazioni limitate sulla loro biologia e fisiologia. E ora il sangue del T. rex potrebbe cambiare tutto.

Tirannosauro Rex
Tirannosauro Rex “Scotty” Credit: Flickr.com

L’importanza dei tessuti molli fossilizzati

I tessuti molli rappresentano reperti eccezionalmente rari ma di grande valore scientifico. Tra questi rientrano muscoli, legamenti, pigmenti, pelle, piume e vasi sanguigni. La loro conservazione consente di ottenere informazioni sull’aspetto, sul movimento, sulla fisiologia e sul comportamento dei dinosauri. Un recente studio pubblicato su Scientific Reports ha documentato la presenza di vasi sanguigni fossilizzati in un esemplare di Tyrannosaurus rex.

La scoperta nell’esemplare “Scotty”

I vasi sanguigni sono stati identificati nell’esemplare denominato “Scotty”, conservato presso il Royal Saskatchewan Museum. Scotty è considerato il più grande e uno dei più completi T. rex mai rinvenuti. L’animale visse circa 66 milioni di anni fa e presenta numerose tracce di traumi e patologie. In particolare, una costola mostra una frattura parzialmente guarita, indicativa di un intenso processo di riparazione ossea.

Tecniche di imaging avanzato

L’analisi dei fossili è stata effettuata mediante imaging a luce di sincrotrone, una tecnologia basata su raggi X ad alta intensità prodotti da acceleratori di particelle. Questa metodologia consente di osservare strutture interne microscopiche senza danneggiare il campione fossile. Le scansioni tridimensionali hanno evidenziato una rete di vasi sanguigni mineralizzati ricchi di ferro, organizzati in due distinti strati, suggerendo una complessa storia di fossilizzazione e conservazione.

Significato scientifico della scoperta del T. rex

Lo studio dei vasi sanguigni fossilizzati offre nuove informazioni sui processi di guarigione nei grandi dinosauri predatori e permette confronti con gli animali moderni, in particolare gli uccelli, considerati i più stretti discendenti dei dinosauri. La ricerca suggerisce inoltre che le ossa con segni di lesioni o malattie possano avere maggiori probabilità di conservare tessuti molli, aprendo nuove prospettive per future indagini paleontologiche.

Dinosauri

Fisica e paleontologia: una collaborazione interdisciplinare

L’integrazione tra fisica, paleontologia e tecnologie di imaging avanzato sta ampliando significativamente le possibilità di studio della biologia dei dinosauri, consentendo di analizzare dettagli anatomici e fisiologici un tempo ritenuti impossibili da osservare.

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