L’ESA sta preparando il rover Rosalind Franklin per un atterraggio nella regione di Oxia Planum, un’antica depressione di Marte dove un tempo scorreva l’acqua. Un nuovo studio ha scoperto che i depositi di argilla si estendono per oltre 300 chilometri, ma l’argilla si forma in presenza di acqua (e può conservare tracce di vita per miliardi di anni).
Sulla Terra, l’argilla si forma quando l’acqua altera le rocce vulcaniche. Durante questo processo, i minerali argillosi intrappolano molecole organiche, proteggendole dalla degradazione per milioni di anni. Su Marte, lo stesso meccanismo potrebbe aver funzionato. Quando il pianeta aveva acqua liquida in superficie, circa quattro miliardi di anni fa, le argille potrebbero aver dunque assorbito e preservato eventuali tracce di vita.
Il rover dell’ESA
Il rover Rosalind Franklin dell’ESA è stato progettato proprio per questo: scavare fino a due metri di profondità, oltre lo strato superficiale bombardato dalle radiazioni, e analizzare i sedimenti argillosi alla ricerca di biosignature.

Cosa cercherà il rover
Lo studio ha usato gli strumenti OMEGA di Mars Express e CRISM del Mars Reconnaissance Orbiter per analizzare la zona dall’orbita. Hanno scoperto che i depositi di argilla di Oxia Planum e Mawrth Vallis sono collegati, formando un sistema che si estende per circa 300 chilometri. Secondo gli scienziati, quella regione potrebbe essere stata il fondale di un vasto oceano profondo diversi chilometri. Il vicedirettore scientifico della missione, Elliot Sefton-Nash, ha spiegato che “il calore e i nutrienti su un antico fondale marino potrebbero aver creato habitat per la vita primordiale“.
Fossili su Marte
Il rover non troverà fossili di animali, questo è certo, ma troverà forse, nel migliore dei casi, le molecole che quei fossili avrebbero dovuto lasciare. Le argille sono l’unico posto su Marte dove quelle molecole possono essere sopravvissute per quattro miliardi di anni, non ci resta altro che incrociare le dita e sperare di riuscire a trovarle.
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