Nel 2025 tre fisici olandesi hanno stimato quanto tempo manca alla fine dell’universo usando la logica che Hawking aveva introdotto decenni prima. Il numero che hanno trovato è ancora inimmaginabile, ma è molto più basso di tutto quello che si pensava fino ad allora.
Nel 1974 Stephen Hawking pubblicò un paper di una pagina e mezza in cui dimostrava che i buchi neri non sono eterni ma emettono energia verso l’esterno fino a svanire. Era una previsione così controcorrente che la comunità scientifica ci impiegò anni ad accettarla. Il meccanismo che descriveva prese poi il suo nome. Quello che nessuno aveva ancora chiesto, però, era fin dove arrivasse effettivamente quella logica. I buchi neri erano un caso speciale, o la stessa cosa valeva per qualsiasi oggetto abbastanza denso da curvare lo spaziotempo in modo significativo?

Il calcolo del 2025
Nel 2023, tre fisici della Radboud University, Michael Wondrak, Walter van Suijlekom e Heino Falcke, avevano già mostrato che la radiazione di Hawking non appartiene solo ai buchi neri: qualsiasi oggetto compatto abbastanza massivo, comprese le stelle di neutroni, può infatti emetterla e perdere massa nel tempo. Era un risultato teorico, ma non diceva ancora nulla sull’universo nel suo insieme.
Nel 2025 lo stesso team ha calcolato quanto tempo ci vuole, in questo scenario, perché gli ultimi resti stellari decadano del tutto. La risposta è circa 10 alla 78esima potenza di anni, un 1 seguito da 78 zeri. Le stime precedenti collocavano la fine dell’universo intorno a 10 alla 1.100esima potenza. Sono due numeri così distanti tra loro che il confronto smette di avere senso in termini ordinari. Quello che ha senso però è che per tutti questi anni nessuno aveva portato fino in fondo il ragionamento che Hawking aveva pubblicato nel lontano 1974.
Cosa dice questo numero (e cosa non dice)
Il 10 alla 78esima è il tempo stimato perché le nane bianche, ovvero i resti stellari più longevi che ad oggi conosciamo, decadano completamente per irraggiamento di tipo Hawking, sempre se questo meccanismo fosse l’unico ad agire. Il Sole esploderà tra circa 5 miliardi di anni, ma la Terra cesserà di essere abitabile molto prima.
Quel numero enorme è così lontano da entrambe queste stime che l’unico modo sensato di usarlo è guardare indietro: Hawking nel 1974 aveva descritto un meccanismo che 52 anni dopo si rivela applicabile all’intero destino della materia stellare. La fine dell’universo è molto più vicina di quanto si pensasse, ma anche fuori dalla nostra portata in qualsiasi senso immaginabile.
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