I due rover su Marte catturano immagini straordinarie che rivelano percorsi diversi, contribuendo a ricostruire il misterioso passato del Pianeta Rosso.
I rover Curiosity e Perseverance della NASA hanno acquisito immagini panoramiche a 360 gradi che documentano in modo dettagliato la geologia marziana. Queste osservazioni forniscono dati fondamentali per comprendere i processi di formazione del pianeta, la sua evoluzione climatica e il ruolo dell’acqua nella sua storia. I due rover operano in regioni distanti circa 3.775 chilometri l’una dall’altra, una separazione comparabile alla distanza terrestre tra Los Angeles e Washington, D.C. Entrambi i siti di esplorazione sono caratterizzati da terreni estremamente antichi, risalenti a miliardi di anni fa, e rappresentano archivi naturali della storia geologica di Marte.

Esplorazione simultanea di Marte
Il rover Curiosity, attivo da quasi quindici anni, sta analizzando strati geologici progressivamente più giovani alla base del Monte Sharp (Aeolis Mons). Questo approccio stratigrafico consente di ricostruire le variazioni ambientali avvenute nel tempo, in particolare i cambiamenti legati alla presenza di acqua liquida.
Al contrario, Perseverance, operativo da circa cinque anni, sta esplorando il cratere Jezero, un sito che conserva alcune delle rocce più antiche conosciute nel sistema solare. Queste formazioni offrono un’opportunità unica per studiare le condizioni primordiali del pianeta e i possibili ambienti abitabili del passato.
Implicazioni astrobiologiche
Le indagini condotte dai due rover contribuiscono a chiarire il potenziale abitabile di Marte nel passato. L’identificazione di depositi sedimentari, minerali idrati e strutture compatibili con antichi ambienti acquatici rafforza l’ipotesi che il pianeta abbia ospitato condizioni favorevoli alla vita microbica.
Operando in contesti geologici complementari e “viaggiando nel tempo” in direzioni opposte, Curiosity e Perseverance forniscono un quadro integrato dell’evoluzione marziana. L’analisi combinata dei dati raccolti consente di colmare lacune nella comprensione della storia del pianeta, offrendo una visione più completa dei processi che hanno modellato Marte nel corso di miliardi di anni.

Panorami marziani ad alta risoluzione: evidenze geomorfologiche e sedimentarie
Il panorama a 360° acquisito dal rover Curiosity, ottenuto mediante l’assemblaggio di 1.031 immagini raccolte tra il 9 novembre e il 7 dicembre 2025, fornisce un’osservazione dettagliata di una regione caratterizzata da un’estesa rete di strutture “boxwork”. Queste formazioni, visibili nelle immagini orbitali come trame reticolari analoghe a ragnatele, sono costituite da basse creste generate dall’interazione tra acque sotterranee e fratture preesistenti nel substrato roccioso. La precipitazione di minerali lungo tali fratture ha progressivamente cementato la roccia, determinando la formazione di creste indurite e altamente resistenti ai processi erosivi.
Il panorama realizzato dal rover Perseverance si concentra invece sull’area denominata “Lac de Charmes”, situata oltre il margine del Cratere Jezero. Questa ricostruzione a 360°, ottenuta combinando 980 immagini acquisite tra il 18 dicembre 2025 e il 25 gennaio 2026, documenta con elevata risoluzione il bordo del cratere e le unità litologiche circostanti, offrendo importanti informazioni sulle antiche condizioni geologiche e potenzialmente sedimentarie della regione.

Evidenze geochimiche recenti e storia climatica
Nel 2012 il rover Curiosity rover è atterrato nel cratere Gale con l’obiettivo di valutare l’abitabilità passata di Marte. Le indagini iniziali su sedimenti lacustri hanno confermato la presenza di condizioni favorevoli alla vita microbica (acqua liquida, elementi chimici essenziali e possibili fonti di energia).
Dal 2014 Curiosity esplora il Monte Sharp (≈5 km). La montagna si è formata per deposizione stratificata in ambienti lacustri successivamente evoluti verso condizioni più aride. Episodi tardivi di attività idrica (stagni e ruscelli) sono registrati negli strati superiori. La progressione dal basso verso l’alto consente una ricostruzione cronologica (strati inferiori più antichi, superiori più giovani).
Analisi recenti hanno identificato siderite (FeCO₃), indicando che parte della CO₂ dell’antica atmosfera marziana fu sequestrata in minerali carbonatici formatisi in acque lacustri. Tali depositi, previsti teoricamente, erano finora rari nelle osservazioni dirette.
Rilevazione di molecole organiche complesse (campione 2013)
La missione ha identificato, in un campione perforato nel 2013, tre tra le più grandi molecole organiche mai rilevate su Marte. Si tratta di idrocarburi a catena lunga, potenzialmente riconducibili a residui di acidi grassi. Questa scoperta rappresenta un avanzamento significativo nello studio di una chimica prebiotica complessa sul pianeta.
Analisi successive condotte su un campione trivellato nel 2020 dal rover Curiosity hanno rivelato la più ampia varietà di molecole organiche finora osservata su Marte. Tra le 21 molecole contenenti carbonio identificate, sette risultano essere nuove rilevazioni per l’ambiente marziano, ampliando significativamente il quadro della chimica organica presente sul pianeta.

Evidenze geologiche e potenziali biosignature nel cratere Jezero su Marte
Il rover Mars 2020 Perseverance è atterrato nel Cratere Jezero nel 2021 con l’obiettivo di analizzare la geologia locale e investigare la possibile presenza di antiche forme di vita microbica. Studi geologici indicano che, miliardi di anni fa, il substrato del cratere si è formato a seguito del raffreddamento di materiale magmatico. Successivamente, l’area è stata interessata da un sistema fluviale che alimentava un lago, favorendo la deposizione di sedimenti fini potenzialmente idonei alla conservazione di biosignature.
Nel 2024, il rover ha identificato una formazione rocciosa denominata “Cascate Cheyava”, caratterizzata dalla presenza di strutture puntiformi note come “macchie di leopardo”. Tali pattern risultano compatibili con processi di alterazione chimica che, sulla Terra, sono frequentemente associati all’attività metabolica di microrganismi. Sebbene queste osservazioni non costituiscano una prova diretta di vita passata, rappresentano un importante indizio nella ricerca di tracce biologiche su Marte e giustificano ulteriori analisi e campionamenti.
Nel frattempo, il rover Perseverance continua a investigare ulteriori fenomeni del Pianeta Rosso. In particolare, durante lo scorso autunno, il team scientifico ha reso note le prime registrazioni di scariche elettriche associate al passaggio di vortici di polvere atmosferici (dust devils), un evento precedentemente solo ipotizzato e ora confermato grazie ai microfoni di bordo. Inoltre, uno studio separato ha documentato la prima osservazione di aurore nel campo del visibile dalla superficie di un altro pianeta, ottenute tramite una delle camere ad alta sensibilità del rover.
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