I sistemi binari sono stati tradizionalmente considerati degli ambienti ostili per la formazione e la sopravvivenza di pianeti come Tatooine… ma potrebbe esserci una nuova speranza

Adoro la fantascienza, su carta e su pellicola. E pur prediligendo l’universo di Isaac Asimov, mi ha sempre fatto piacere perdermi nelle avventure di “Star Wars”, a partire dai grandi classici di fine anni ’70. “Star Wars: A new Hope” esce nel 1977, e si apre proprio nelle immediate vicinanze di un pianeta molto particolare di nome Tatooine, dalla caratteristica di orbitare intorno a una stella binaria. Ma puo` davvero, non addirittura essere abitabile, anche solo formarsi un pianeta in un sistema binario? Dato che la binarietà stellare è molto diffusa, con circa la metà di tutte le stelle simili al Sole che hanno una compagna stellare, le stelle binarie potrebbero rappresentare una grande frazione delle stelle dotate di un sistema planetario. Cio` nonostante, i sistemi binari sono stati tradizionalmente considerati degli ambienti ostili per la formazione e la sopravvivenza dei pianeti, causandone spesso l’esclusione da programmi mirati alla scoperta di nuovi pianeti. Pero`… recenti scoperte hanno dimostrato che i pianeti si possono effettivamente formare e persistere nell’ ambiente avverso di una stella binaria, accendendo cosi` nuovi interessi verso questi oggetti.

Immagine tratta da “Star Wars: a New Hope”. Luke Skywalker su Tatooine

Ma non e` finita qui: risale infatti a non molti anni fa, al 2012, la scoperta del sistema planetario Kepler-47 da parte di Jerome A. Orosz (Astronomy Department, San Diego State University) e collaboratori usando il telescopio spaziale Kepler: si tratta di un sistema formato da due pianeti con raggi pari a 3 e 4.6 volte il raggio terrestre, i quali orbitano attorno a una stella binaria, con una primaria di massa paragonabile al Sole e una secondaria con massa pari a circa un terzo di quella solare. Ma la cosa piu` interessante e` che il pianeta piu` esterno, con piu` di 4 volte il raggio terrestre, orbita nella cosi`detta “zona di abitabilita`”, ovvero a quella distanza ideale dalle stelle da permettere l’esistenza di acqua allo stato liquido se si trattasse di un pianeta roccioso come la Terra! Cosa che pero` non e` affatto detta, anzi… sembrerebbe piu` un pianeta simile a Urano o Nettuno. Ma cio` che resta non e` poi cosi` da meno: con questa scoperta, Kepler dimostro` che anche sistemi binari a breve periodo possono ospitare sistemi planetari, popolando anche la zona di abitabilita`. Sembra quindi che “Tatooine” possa non essere solo fantascienza…

Fonti:

Orosz et al., 2012: “Kepler-47: A Transiting Circumbinary Multi-Planet System” https://arxiv.org/abs/1208.5489

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