L’espulsione di massa coronale colpirà la Terra nelle prossime ore e ci sono possibilità, forse, di vedere l’aurora boreale in Italia
La regione attiva 4100 ha prodotto un’eruzione solare iniziata da un flare di classe M8.2 di lunga durata, con il picco alle 02:05 ora italiana del 31 maggio. Esiste una seria possibilità che l’aurora boreale si manifesti nuovamente a basse latitudini (e quindi anche in Italia), domani 1 giugno 2025. Abbiamo chiesto il parere dell’astrofisica solare dell’INAF Clementina Sasso, ecco le sue parole:
“La regione attiva 4100 ha prodotto oggi una splendida eruzione solare iniziata da un flare di classe M8.2 di lunga durata, con il picco alle 02:05 ora italiana del 31 maggio. La regione si trova vicino al centro del disco solare rivolta verso Terra e i coronografi hanno mostrato che la CME (eruzione di massa coronale) prodotta è anch’essa diretta verso Terra. Il modello iniziale della NASA M2M ENLIL-WSA+Cone prevede l’arrivo della CME per domenica 1 giugno intorno alle 12 UTC (14 in Italia). La previsione è per una tempesta geomagnetica G2-G4 (Kp 6-8) con possibilità dunque di aurore visibili a basse latitudini. Curiosità: il modello M2M (Moon to Mars) della NASA viene gestito a Goddard dove mi trovo adesso e la direttrice è la collega che mi ha invitato qui.” Per aggiornamenti vi consigliamo il canale telegram della Dottoressa Sasso: https://t.me/clementinasasso

Come si crea il fenomeno
L’aurora, chiamata aurora boreale o australe a seconda che si verifichi rispettivamente nell’emisfero nord o sud della Terra, è un fenomeno ottico dell’atmosfera terrestre. Anche se le aurore si vedono di notte, in realtà sono provocate dal Sole. La nostra stella ci manda qualcos’altro aldilà del calore e della luce: ci ‘spara’ contro il vento solare, un flusso di particelle elettricamente cariche che, quando incontrano il campo magnetico terrestre, interagiscono con esso. Più il flusso del vento solare è denso e intenso e più l’interazione sarà cospicua, con un passaggio di energia che entra in atmosfera e che eccita gli atomi di Ossigeno e Azoto, i gas costituenti dell’atmosfera terrestre. Questa eccitazione dei gas atmosferici provoca il gioco di luci verdi, rosse e azzurre che chiamiamo aurora.

Il colore rosso dell’aurora in Italia (e non verde)
Come spiegavamo in un precedente articolo, l’aurora boreale si forma dopo che le particelle solari interagiscono con gli atomi di ossigeno intrappolati nel campo magnetico terrestre. Il colore verde che vediamo generalmente in Lapponia o in Islanda è dovuto alla quota (bassa). In genere, infatti, si avvistano tra i 100 e i 300 km sopra le nostre teste. Ma quando l’attività solare è particolarmente intensa, le particelle provenienti dal Sole possono interagire con l’ossigeno molecolare ancora più in alto, tra i 400 e gli 800 km. Questo causa il colore rosso che abbiamo visto anche in Italia.
Per saperne di più:
- Consulta la sezione dedicata all’aurora della NASA
