La foto del giorno selezionata dalla NASA ci viene direttamente dalla Sicilia con il Sole e “Ecce Homo” protagonisti

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Viviamo in un’epoca dove le immagini scorrono più veloci dello sguardo. Ma l’immagine che ho realizzato, per essere compresa pienamente, chiede tempo. Circa 30 secondi, almeno. Lo scatto in questione è stato eseguito il 7 maggio 2025, al tramonto, da circa 1 km e mezzo di distanza dalla chiesa dell’Ecce Homo, a Ragusa. La posizione è stata studiata in modo da ottenere un perfetto allineamento del Sole al tramonto con il campanile, visibile in controluce e nitido nella sua struttura.

L’apparente parità di dimensioni tra il disco solare e l’edificio non è un effetto ottico: è il risultato della distanza e della lunga focale utilizzata, che ha compresso la prospettiva e reso la scena ancora più intensa, quasi metafisica.

Immagine alterata nei colori

Ma questo scatto è anche un piccolo esperimento visivo, pensato non solo per essere guardato, ma per essere vissuto. L’immagine è stata infatti alterata nei colori: il Sole appare blu, il cielo dai toni stranianti, quasi alieni. Il motivo? Produrre un afterimage, un’immagine residua impressa nella retina. Basta fissare per 30 secondi le macchie solari del Sole (in questo caso, della regione attiva AR4079), poi chiudere gli occhi o guardare una superficie bianca: comparirà una seconda immagine, mentale, dai colori complementari. Un Sole giallo in un cielo azzurro. Un tramonto più “naturale”, che però non viene dalla fotocamera, ma dalla fisiologia del nostro sguardo.

Astrosolar e Sole

Per realizzare lo scatto ho utilizzato un filtro Astrosolar, indispensabile per osservare e fotografare in sicurezza il disco del Sole, anche al tramonto.

Questo filtro permette di catturare i dettagli dell’attività solare, come le macchie, con nitidezza e senza sovraesposizioni.

Sole

La foto originale, che accompagna questo articolo, mostra il Sole con il suo colore reale filtrato, mentre la versione alterata quella scelta dalla NASA per l’Astronomy Picture of the Day del 31 maggio è pensata come un invito a rallentare e a riflettere: sulla luce, sull’occhio umano, sulla meraviglia.

“Ecce Homo”, il nome della Chiesa ritratta, “Ecco l’uomo” accompagna con forza simbolica l’allineamento tra l’astro e l’opera architettonica umana. In un solo fotogramma, la potenza del cielo incontra la verticalità della terra, in un momento di apparente sospensione tra sacro e scientifico, tra luce e ombra, tra ciò che vediamo e ciò che resta impresso dentro di noi.

Ecce Homo e Sole
La chiesa dell’Ecce Homo svestita dalla sua ombra