Alcuni eventi sismici, il più importante, quello di Montefredane in provincia di Avellino con magnitudo 4, hanno richiamato il terremoto del 23 novembre del 1980
Trema la terra in Irpinia. E la mente subito va al 23 novembre 1980 quando quel terremoto esiziale e nefasto di magnitudo 6.9 falcidiò la popolazione avellinese oltre a devastare un intero territorio. Le vittime furono 2914, i feriti 8848, gli sfollati circa 280 mila.
Gli eventi sismici
La Sala Sismica dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di Roma ha registrato infatti una serie di eventi sismici dal 24/10/2025 in provincia di Avellino. Al momento, quello più importante con magnitudo locale Richter ML 4.0 è avvenuto a 1 km a SW Montefredane (AV), alle 21:49:18 (ora italiana) del 26/10/2025. L’ipocentro è stato localizzato a 14 km di profondità.
Terremoto percepito in gran parte della Campania
Questi eventi hanno come caratteristica una profondità ipocentrale abbastanza elevata [11; 19] km e per questo i risentimenti, vale a dire gli effetti percepiti e osservati sulla superficie terrestre e le reazioni delle persone e delle costruzioni, sono stati molto diffusi non soltanto nell’area maggiormente prossimale all’epicentro, come ad esempio nella città di Avellino, ma sono stati fortemente risentiti in areali più distali come nella città di Benevento e in provincia di Napoli, soprattutto nella zona del vesuviano. Come si può evincere anche dalla consultazione delle mappe preliminari del risentimento macrosismico MCS sul sito dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (https://www.hsit.it/).

Come era prevedibile la popolazione si è riversata in strada: nessun danno ma tanto sgomento del passato che ritorna.
Montefredane, ove è stato individuato l’epicentro del terremoto con ML maggiore (4.0), e Grottolella, ove è stato individuato l’epicentro del secondo terremoto per magnitudo (ML 3.6) con ipocentro localizzato ad una profondità di 16 km, sono due comuni che, nella mappa della “Classificazione sismica” della Regione Campania, rientrano in II categoria, vale a dire contraddistinti da media sismicità.

Entrambi i territori comunali, interessati nell’arco della storia sismica da più eventi, risentono dell’effetto di sismi generatisi in due delle zone sismogenetiche definite dalla Zonazione Sismogenetica ZS9 a cura di Meletti e Valensise (marzo 2004). Si tratta di una classificazione utilizzata per suddividere il territorio italiano in aree omogenee per quanto attiene ai terremoti e ai meccanismi che li generano.
Tali fasce sismogenetiche sono:
- Zona 928 Vulcani vesuviani;
- Zona 927: Appennino campano – lucano.

Si sottolinea che i terremoti non si possono prevedere ma la storia sismica dell’area invita la comunità a prestare sempre la massima attenzione e a stare in guardia come testimoniato dalle immagini successive.


Fonte: INGV
