Un team di ricerca internazionale ha scoperto due esopianeti alla giusta distanza dalla stella per trattenere acqua liquida sulla sua superficie

La maggior parte dei pianeti che sono stati scoperti attorno ad altre stelle, noti anche come esopianeti, difficilmente sono come la nostra Terra. Spesso sono bollenti o gelidi e la maggior parte non consiste in nient’altro che gas. I pianeti terrestri relativamente piccoli, come la nostra Terra, sono difficili da rilevare. Sino ad oggi sono pochissimi quelli scoperti che ricevono la giusta quantità di radiazioni dalla loro stella per consentire la presenza di acqua liquida sulla superficie.

La scoperta di un nuovo pianeta fatta da un team di ricercatori con la partecipazione dell’Università di Berna e del Centro nazionale di competenza nella ricerca (NCCR) PlanetS, è risultata molto promettente e il team ha pubblicato i risultati sulla rivista Astronomy & Astrophysics.

Due esopianeti in orbita attorno a una nana rossa. Credits: NASA\Caltech

L’importanza delle osservazioni di follow-up

TOI-4306 è una piccola stella fredda situata a circa 100 anni luce dalla Terra. L’anno scorso i ricercatori hanno scoperto un pianeta intorno ad esso con l’aiuto del telescopio spaziale TESS della NASA. La scoperta è stata effettuata utilizzando il cosiddetto metodo di transito, in cui il telescopio monitora la luminosità della stella alla ricerca di lievi attenuazioni che potrebbero essere causate dai pianeti che passano davanti alla stella.  

Tuttavia, è spesso necessario una successiva osservazione (detta di follow-up) con telescopi terrestri per confermare che i candidati rilevati sono in realtà pianeti e quindi saperne di più sulle loro proprietà. Il follow-up è particolarmente importante nel caso di stelle relativamente fredde, come TOI-4306, che emettono la maggior parte della loro luce nel vicino infrarosso e per le quali TESS ha una sensibilità piuttosto limitata. E in questo caso si è rivelata fondamentale.

Usando i telescopi terrestri sensibili al vicino infrarosso combinati del consorzio SPECULOOS non è stato solo caratterizzato il pianeta candidato che TESS aveva rilevato, ma ne è stato scoperto un secondo sconosciuto e molto speciale

Un potenziale gemello della Terra?

I due pianeti sono ciò che gli astronomi chiamano “super-Terre”. Probabilmente hanno una composizione rocciosa simile e sono circa dal 30 al 40 percento più grandi della nostra Terra. Il pianeta interno orbita attorno alla sua stella in 2,7 giorni mentre il pianeta esterno impiega circa 8,5 giorni per completare un’orbita.

In base alle stime della ricerca il secondo pianeta riceve circa la stessa quantità di radiazione stellare che la nostra Terra riceve dal Sole e potrebbe quindi avere acqua liquida sulla sua superficie. 

Ciò ovviamente non conferma che il pianeta possa essere abitabile, il nostro vicino Venere è un ottimo esempio di come le condizioni di vita possano essere complicate anche in pianeti potenzialmente simili alla Terra. Molto dipende quindi dalla presenza e dalla composizione di un eventuale atmosfera.

Per essere in grado di capire se questo pianeta possieda acqua superficiale liquida o meno, dobbiamo saperne di più. Prossime osservazioni in dettaglio con il James Webb Space Telescope potranno rivelarci che cosa nasconde questo nuovo esopianeta.

Riferimenti: Universitat Bern

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