Ieri 29 aprile, nello Studio Ovale, il presidente americano ha annunciato (ancora una volta) la desecretazione dei file sugli UFO. A febbraio aveva dato l’ordine dopo le dichiarazioni di Obama in un podcast. Il Congresso spinge da anni, ma i precedenti con Epstein, JFK e Amelia Earhart insegnano che la pubblicazione non è sempre quello che sembra.

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Il 29 aprile, con le telecamere dello Studio Ovale accese, Donald Trump ha detto ai giornalisti che l’amministrazione pubblicherà “il maggior numero possibile” di documenti sugli UFO. Ha parlato di piloti militari che gli hanno raccontato “cose che non credereste”. Non ha indicato una data né quanti documenti usciranno, ma ha assicurato che il processo è già in moto.

La partita con Obama

Tutto è cominciato il 14 febbraio, quando Barack Obama, ospite di un podcast, rispose a una domanda sugli alieni spiegando che per lui esistessero, ma che non avesse mai visto uno. Trump, che non perde mai un’occasione per attaccare il predecessore, lo accusò di aver rivelato informazioni classificate. Cinque giorni dopo, ordinò al Dipartimento della Guerra e alle agenzie federali di identificare e pubblicare tutti i file su vita extraterrestre, UAP e UFO (vecchie e nuove classificazioni).

Non è la prima volta degli UFO

Il Congresso aveva già chiesto la trasparenza. Il National Defense Authorization Act del 2026 obbliga il Pentagono a fornire briefing aggiornati su ogni avvistamento di UAP dal 2004 in poi. La rappresentante repubblicana Anna Paulina Luna ha chiesto la desecretazione di 46 video, definiti di “origini non umane“. L’All‑Domain Anomaly Resolution Office ha archiviato 757 nuovi casi tra maggio 2023 e giugno 2024. La maggior parte sono stati spiegati con palloni, uccelli, droni o satelliti Starlink. Il resto non ha dati sufficienti. La conclusione è sempre la stessa: nessuna prova di tecnologia extraterrestre.

I precedenti che fecero storia

Non è la prima volta che un presidente promette trasparenza sugli UFO. Bill Clinton, nel 1995, ordinò alla CIA di declassificare i documenti con più di 25 anni di “valore storico”. L’agenzia li rese accessibili solo nel 2000, e solo su quattro computer negli Archivi Nazionali di College Park, Maryland, dalle 9 alle 16.30.

Nel 2017, sotto l’amministrazione Obama, la CIA pubblicò online 13 milioni di pagine di documenti declassificati. C’erano anche gli archivi sugli UFO e sul progetto di telepatia Star Gate, ma la maggior parte delle pagine era di scarsa qualità, con dettagli oscurati e scansioni appena leggibili. Persino il Pentagono, nel 2021, durante l’amministrazione Biden, pubblicò un rapporto non classificato della UAP Task Force che ammetteva che oltre 140 avvistamenti di aerei militari restano inspiegabili.

Cosa dovremmo aspettarci sugli UFO?

Alieno grigio UFO

L’amministrazione ha registrato il dominio aliens.gov, dove confluirà il materiale desecretato. Ci saranno tracce radar, filmati all’infrarosso dei caccia della Marina e rapporti su incidenti recenti, come un drone che colpì un oggetto volante senza abbatterlo (oggetto poi scomposto in più parti in movimento). Ma sulla carta sono solo dati, non foto di corpi alieni. I precedenti di Trump con la pubblicazione dei file su Epstein, JFK e Amelia Earhart insegnano che la desecretazione non fa miracoli: i documenti escono sempre, ma i misteri restano. La promessa rimane però un fatto politico, non una prova scientifica… e Trump questo lo sa benissimo.

Per saperne di più (e per leggere i file quando verranno pubblicati):