Gli astronomi hanno appena assistito a qualcosa che un tempo si pensava fosse puramente teorico: una stella che esplode a contatto con un buco nero.

Advertisement

Situato a 730 milioni di anni luce di distanza e denominato SN 2023zkd, uno strano evento cosmico ha attirato l’attenzione dei telescopi di tutto il mondo. All’inizio sembrava una supernova, una stella gigante che esplodeva in un lampo brillante e poi svaniva lentamente. Poi è accaduto qualcosa di inaspettato. Mesi dopo, la stella è tornata a brillare, molto tempo dopo che avrebbe dovuto essere morta. Esaminando più a fondo gli archivi, i ricercatori hanno avuto un’altra sorpresa: la stella era già “esplosa” quattro anni prima di questo evento, aumentando così il mistero.

Cosa ha causato questo strano evento cosmico

Combinazione di un’immagine di SN 1987A del telescopio spaziale Hubble e di un’immagine del telescopio spaziale James Webb che mostra una sorgente di argon compatta, di colore blu pallido, al centro, rilevata con lo strumento JWST/NIRSpec. Crediti: Telescopio spaziale Hubble WFPC-3-Telescopio spaziale James Webb NIRSpec/J. Larsson.

Gli scienziati propongono due possibili scenari, entrambi legati a un buco nero. La teoria più accreditata è che la stella sia rimasta intrappolata per anni in orbita attorno a un buco nero. Durante questo periodo, il buco nero ha assorbito gas dalla stella, riscaldandola e rendendola più luminosa man mano che la materia si avvicinava a velocità relativistiche. Alla fine, l’attrazione gravitazionale del buco nero ha destabilizzato la stella a tal punto da farla collassare ed esplodere.

La seconda ipotesi

La seconda possibilità, meno probabile, è che il buco nero abbia causato la distruzione della stella prima che questa potesse trasformarsi in una supernova. In entrambi i casi, il buco nero sembra aver agito come un detonatore cosmico, spingendo la stella verso la sua fine. Gli astronomi sapevano già che le stelle massicce nei sistemi binari possono influenzarsi a vicenda, ma in questo caso lo scambio di massa è avvenuto subito prima dell’esplosione: grazie al nuovo telescopio Vera C. Rubin gli scienziati potrebbero presto individuare un numero maggiore di questi brevi e intriganti eventi.

Per saperne di più: