Grazie alla sonda Solar Orbiter dell’ESA, gli scienziati sono riusciti a riprendere una parte mai vista prima del Sole

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L’uomo è riuscito nell’impresa  di superare l’equatore della nostra stella e ha catturato immagini mozzafiato di una parte mai vista prima. Scopriamo i segreti nascosti del Sole

La sonda Solar Orbiter dell’ESA ha inclinato a marzo la sua orbita al punto giusto e ha fotografato proprio il polo Sud solare svelando campi magnetici che si intrecciano e si scontrano. Ha ripreso regioni dove le polarità opposte convivono come se il Sole stesse vivendo un ribaltamento interno. Questo fenomeno si verifica al massimo solare quando il campo magnetico si inverte.

Il futuro

Queste riprese cambieranno anche il modo in cui comprendiamo il vento solare, le tempeste geomagnetiche e i rischi per i satelliti sulla Terra. E non è finita qui. Nei prossimi anni Solar Orbiter salirà ancora più in alto, fino a 33 gradi di inclinazione mostrandoci nuovi dettagli del nostro Sole.

Sole polo sud
Credit: ESA & NASA/Solar Orbiter/PHI, EUI and SPICE Teams

Il confronto della Terra con il Sole

Il diametro medio della nostra Stella è di circa 1 392 000 km, quasi 109 volte più grande della Terra (12.742 km): ciò significa che potremmo mettere 109 terre fianco a fianco in modo che corrispondano al diametro della nostra stella. La sua massa (1,9891 × 10^30 kg – 330.000 volte la Terra) costituisce circa il 99,86% della massa totale del sistema solare. Se volessimo provare a riempire il Sole di Terre, occorrerebbero 1,3 milioni di Terre per eguagliare il volume della nostra stella. Dal punto di vista della composizione, circa tre quarti della massa del Sole è formata da idrogeno e il resto è principalmente elio, poiché l’1,69% in massa (o 5628 volte la massa della Terra) sono altri elementi più pesanti come ossigeno, carbonio, neon, ferro e altri.

Un’energia incredibile

Il Sole trasforma, ogni secondo, 594 milioni di tonnellate di idrogeno in 590 milioni di tonnellate di elio. Ciò che manca è la massa che il Sole perde ogni secondo corrispondenti ad una luminosità media (energia rilasciata sempre in un solo secondo) pari a 386 miliardi di miliardi di megawatt. Insomma un confronto impari!

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