Gli scienziati sono a lavoro per confermare o meno la presenza di acqua liquida su Marte, il pianeta rosso. I dettagli nel seguente articolo

Nel 2018, gli scienziati che lavorano con i dati del Mars Express Orbiter dell’Esa fecero una dichiarazione sorprendente: i segnali pervenuti dal radar che si trova al polo Sud del pianeta rosso sembravano rivelare la presenza di un lago di acqua liquida al di sotto della superficie. Ma da allora molte altre dichiarazioni sono state fatte: in un nuovo documento pubblicato sul Geophysical Research Letters due scienziati del Jet Propulsion Laboratory della NASA si parla di altre dozzine di segnali radar simili a quello, provenienti proprio dall’analisi del polo sud marziano ma molti di questi si trovano in aree che potrebbero essere troppo fredde affinche’ l’acqua si trovi allo stato liquido. In merito si è espresso anche Jeffrey Plaut del JPL affermando che ‘’o questi segnali sono molto comuni al polo sud di Marte oppure stanno ad indicare qualcos’altro’’.

Marte
La regione bianca brillante di questa immagine mostra la calotta ghiacciata che copre il polo sud di Marte, composta da acqua ghiacciata e anidride carbonica congelata. Il Mars Express dell’ESA ha ripreso quest’area di Marte il 17 dicembre 2012, in luce infrarossa, verde e blu, utilizzando la sua High Resolution Stereo Camera. Credit: ESA/DLR/FU Berlin/Bill Dunford

Una capsula del tempo ghiacciata

La zona del polo sud sembra essere parecchio interessante. Questa regione di Marte è costituita da depositi di materiali stratificati in maniera alternata: strati di acqua congelata, ghiaccio secco (anidride carbonica ghiacciata) e polvere che si sono sovrapposti in milioni di anni e che si ritiene forniscano una prova di come l’inclinazione dell’asse del pianeta si sia spostato nel tempo, proprio come quello della Terra che ha permesso l’alternanza di periodi come le ere glaciali a periodi più caldi. Si ipotizza quindi che sul pianeta dove oggi regnano infinite distese di polveri, dove l’orizzonte è privo di qualsiasi ostacolo, dove il silenzio regna sovrano, un tempo abbia ospitato anche la neve che, alternandosi agli strati di regolite marziana abbia formato questi sottili strati di ghiaccio che noi, oggi, abbiamo trovato.

Marte
Marte. Credit: ESO

Lo studio dei segnali

Emettendo onde radio sulla superficie, gli scienziati possono scrutare sotto questi strati ghiacciati, mappandoli poi in dettaglio. Le onde radio, infatti, perdono una certa quantità di energia quando passano attraverso il materiale nel sottosuolo; e di ritorno, quando si riflettono al veicolo spaziale, di solito hanno un segnale più debole. Ma in alcuni casi, i segnali di ritorno dal sottosuolo del polo Sud marziano erano più luminosi di quelli in superficie: alcuni scienziati hanno quindi interpretato questo come dato (quasi) accertante la presenza di acqua liquida, in quanto questa riflette in maniera forte le onde radio.

Radar su Marte
I punti colorati rappresentano i siti dove riflessi radar luminosi sono stati individuati dall’orbiter Mars Express dell’ESA sulla calotta polare sud di Marte. Tali riflessi sono stati precedentemente interpretati come acqua liquida sotto la superficie. La loro prevalenza e la loro vicinanza alla superficie gelida suggerisce che potrebbero essere qualcos’altro. Credit: ESA/NASA/JPL-Caltech

Non solo neve…ma anche lava!

Ad oggi l’analisi delle onde radio ha rivelato dozzine di ulteriori segnali ‘’forti’’ su una serie di aree e profondità diverse. In alcuni zone, a meno di 2 km di profondita’ dalla superficie, dove le temperature si aggirano a -63 gradi Celsius è così freddo che l’acqua sarebbe congelata, anche se contiene minerali salati noti come perclorati, che possono abbassare il punto di congelamento dell’acqua. Nel 2019 Khuller ha reso noto un documento in cui dei ricercatori hanno calcolato il calore necessario a sciogliere il ghiaccio sotto la superficie del polo sud marziano, affermando che solo il piu’ ‘’recente’’ vulcanesimo su Marte potrebbe fornirci la spiegazione alla potenziale presenza di acqua liquida in questa regione. Servirebbe infatti piu’ del doppio del flusso di calore geotermico marziano per mantere quest’acqua allo stato liquido. ‘’Tuttavia non abbiamo prove certe che, quantomeno recentemente, ci siano state attività vulcaniche al polo Sud di Marte’’ (Khuller).

In conclusione, dunque, cosa spiega questi segnali piu’ forti se non l’acqua liquida? Gli autori non possono dirlo con certezza, ma questo documento offre agli scienziati una mappa dettagliata della regione che contiene tante informazioni sulla storia geologica di Marte.

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