La C/2024 G3 (ATLAS) è una cometa scoperta il 5 aprile 2024 e potrebbe diventare uno spettacolo nel cielo notturno: come trovarla e perché potrebbe essere speciale a gennaio 2025

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La cometa C/2024 G3 (ATLAS) è una cometa di lungo periodo con un’orbita retrograda, scoperta il 5 aprile 2024 dal sistema ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System) utilizzando un telescopio riflettore da 0,5 metri situato a Río Hurtado, in Cile. Il 13 gennaio 2025, la cometa raggiungerà il perielio, avvicinandosi al Sole fino a una distanza di circa 0,09 unità astronomiche (circa 13,5 milioni di chilometri). Le previsioni indicano che potrebbe diventare una delle comete più luminose del 2025, con una magnitudine apparente che potrebbe raggiungere -4,5, paragonabile alla luminosità di Venere, o addirittura -7, quasi quanto la luminosità della Luna crescente. Attualmente la cometa ha una magnitudine in visuale di + 1.5, già visibile ad occhio nudo ma nell’emisfero australe. Ma quali possibili scenari dobbiamo aspettarci?

Cometa
Figura 1: foto di Michael Mattiazzo da Comets-ml

Scenario 1: la cometa sopravvive al perielio

Se la C/2024 G3 (ATLAS) dovesse sopravvivere al passaggio ravvicinato al Sole, potrebbe rivelarsi spettacolare. La curva di luce attuale ci suggerisce che la luminosità potrebbe aumentare drasticamente man mano che la cometa si avvicinerà al perielio e, come detto, potrebbe raggiungere magnitudini negative comprese tra -4,5 e -6,0. Un tale valore potrebbe rendere la testa della cometa, il falso nucleo, visibile ad occhio nudo anche durante il giorno. Tuttavia, data la sua vicinanza apparente al Sole nel cielo, l’osservazione diretta risulterebbe pericolosa(quindi, evitatela!) per gli occhi e sarebbe consigliabile aspettare che il Sole è tramontati sotto l’orizzonte.

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Figura 2: curva di luce della C/2024 G3, astro.vanbuitenen.nl

Cosa vedremo dall’Italia in questo scenario

Dall’Italia, la cometa sarà estremamente bassa sull’orizzonte durante il periodo di massimo splendore, il che limiterà la possibilità di osservare la testa. Tuttavia, la coda della cometa potrebbe rendersi visibile nel bagliore del crepuscolo serale, estendendosi per almeno 20° o più nel cielo. La coda di ioni e polveri, se ben sviluppata, potrebbe risultare visibile anche quando la testa è già tramontata, offrendo uno spettacolo unico per gli osservatori.

C/2006 P1 McNaught
Figura 3: la coda della cometa C/2006 P1 McNaught

E’ da ricordare, come esempio del passato, la “Grande Cometa del 2007,” che raggiunse una magnitudine stimata di -5, che diventò uno degli oggetti più luminosi nel cielo terrestre negli ultimi decenni. Come mostra la figura 3, la cometa McNaught è stata osservata con una spettacolare coda che si estendeva per oltre 35° nel cielo, visibile chiaramente anche da cieli crepuscolari spuntare dall’orizzonte. Sarà una sorpresa, nel caso, scoprire come sarà strutturata.

Secondo Giuseppe Donatiello, “Le comete sono oggetti bizzarri dal comportamento imprevedibile; quindi, non è possibile fare previsioni specifiche. Possiamo stabilire dove e quando saranno osservabili, ma non come si presenteranno. Nell’ipotesi che il nucleo rimanga integro – un’eventualità probabile, trattandosi di una cometa non ‘nuova’ ma che fa ritorno nel Sistema Solare – l’osservabilità dipenderà da molte e altre variabili in gioco.

Scenario 2: la cometa si frammenta

Un secondo scenario possibile è che la cometa si frammenti durante il perielio. Questo fenomeno non sarebbe insolito per una cometa che si avvicina così tanto al Sole, dove le intense forze di marea e il riscaldamento possono superare la coesione del nucleo cometario. Se ciò dovesse accadere, l’evento potrebbe avere diverse conseguenze sulla visibilità e sull’evoluzione della cometa. Una possibile conseguenza della frammentazione è un’improvvisa esplosione luminosa. La disgregazione del nucleo rilascerebbe grandi quantità di materiale volatile in un tempo molto breve, aumentando la luminosità della cometa per qualche giorno. In questa fase, la cometa potrebbe diventare luminosa, ma, se il nucleo principale si frammentasse completamente, l’attività cometaria potrebbe calare rapidamente, portando a una perdita progressiva di luminosità e alla dissoluzione della coda.

La cometa C/2024 G3 (ATLAS)
Figura 4: Cometa C/2012 S1 (Ison) al coronografo dopo il suo passaggio al perielio e frammentazione

Un altro risultato della frammentazione potrebbe essere la formazione di frammenti multipli, che apparirebbero come una serie di punti luminosi disposti lungo l’orbita della cometa. In casi simili osservati in passato, come quello della cometa ISON nel 2013, i frammenti hanno continuato a emettere gas e polveri, ma con una luminosità notevolmente inferiore rispetto al nucleo originale. Per gli osservatori terrestri, questi frammenti potrebbero risultare interessanti solo attraverso telescopi o strumenti di osservazione avanzati, ma difficilmente regalerebbero uno spettacolo a occhio nudo.

Quando tentare l’osservazione?

Nel caso in cui lo scenario 1 dovesse realizzarsi, importante sarà recarsi in luoghi con un orizzonte privo di ostacoli, meglio se con il mare o da location alte in quota. Se la cometa dovesse rispettare le previsioni, la testa sarà alta solamente 2° sull’orizzonte SO-O alle ore 17:10 del 14 gennaio 2025, per tramontare immediatamente alle ore 17:25 circa. Da quell’ora invece, dato che il cielo si scurirà gradualmente, potrebbe rendersi visibile ad occhio nudo (poi tutto dipende anche dalla trasparenza dell’orizzonte) la possibile lunga coda della C/2024 G3 (ATLAS). Fornitevi anche di macchine fotografie e treppiede per tentare esposizioni lunghe (fino a 20” con focale 17-18 mm) al fine di immortalarla al meglio, e, soprattutto dell’immancabile binocolo. L’avventura potrà essere tentata, tempo permettendo, fino al 20 gennaio, in quando la cometa diverrà poi un oggetto esclusivamente visibile dal cielo australe.

L’osservabilità dipenderà da alcune condizioni che vanno dal meteo all’attività esibita. Nel caso di forte attività, potrebbe diventare un oggetto relativamente facile dopo il tramonto. Una minore attività renderà problematica l’osservazione nel chiarore del tramonto con la luminosità che calerà rapidamente nel volgere di alcune in giorni”, conclude Donatiello.

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Figura 5: Posizione della C/2024 G3 (ATLAS) del 14 gennaio, ore 17:10, rispetto all’orizzonte.

Immagine di copertina credit Rolando Ligustri

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