Lanciata un’allerta per una possibile forte tempesta geomagnetica: aurora boreale tra il 30 e il 31 Dicembre 2024 nuovamente in Italia?
AGGIORNAMENTO: AURORA BOREALE POSSIBILE IN ITALIA STASERA 31 DICEMBRE 2024. QUI TUTTE LE INFO
Siamo ancora con gli occhi gonfi di gioia per quello che abbiamo visto la notte tra il 10 e l’11 ottobre 2024 che c’è una nuova allerta per una forte tempesta geomagnetica. Esiste una seria possibilità che l’aurora boreale si manifesti nuovamente a basse latitudini (e quindi anche in Italia), la notte tra il 30 e il 31 dicembre 2024. Abbiamo chiesto il parere dell’astrofisica solare dell’INAF Clementina Sasso, ecco le sue parole:
“Ieri 29 dicembre si sono registrati diversi brillamenti sul Sole, prima due di classe M e poi intorno alle 07:18 UTC un brillamento di classe X1.1 che ha provocato immediatamente un blackout radio di livello R3. Questo brillamento è stato originato dalla Regione Attiva 3936 nel quadrante NO del disco solare. A seguito di CME originatisi dopo i brillamenti (sembra che il grosso lo abbiano fatto i due brillamenti di classe M) una allerta per una tempesta geomagnetica forte G3 è stata diramata per la notte tra il 30 e il 31 dicembre. Una G3 in genere non dovrebbe portare aurore a basse latitudini come quelle italiane ma qualche possibilità potrebbe esserci per la zona alpina. Trattandosi comunque di previsioni c’è sempre la speranza che possano sottostimare l’evento.
Stamattina (30 dicembre) invece si sono verificati due eventi di blackout radio R3 simultanei ma dovuti a due brillamenti diversi, il primo, un flare X1.5 alle 04:14 UTC dalla Regione Attiva 3936 e il secondo di classe X1.1 alle 04:29 UTC dalla Regione Attiva 3932 nel quadrante SO del disco solare. La CME associata con questi eventi però non sembra avere una componente diretta verso la Terra. Il Sole è bello attivo e tutte le regioni attive sul disco rivolto verso la Terra sembrano partecipare a questa attività!”
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Come si crea il fenomeno dell’aurora boreale
L’aurora, chiamata aurora boreale o australe a seconda che si verifichi rispettivamente nell’emisfero nord o sud della Terra, è un fenomeno ottico dell’atmosfera terrestre. Anche se le aurore si vedono di notte, in realtà sono provocate dal Sole. La nostra stella ci manda qualcos’altro aldilà del calore e della luce: ci ‘spara’ contro il vento solare, un flusso di particelle elettricamente cariche che, quando incontrano il campo magnetico terrestre, interagiscono con esso. Più il flusso del vento solare è denso e intenso e più l’interazione sarà cospicua, con un passaggio di energia che entra in atmosfera e che eccita gli atomi di Ossigeno e Azoto, i gas costituenti dell’atmosfera terrestre. Questa eccitazione dei gas atmosferici provoca il gioco di luci verdi, rosse e azzurre che chiamiamo aurora.

Il colore rosso dell’aurora in Italia (e non verde)
Come spiegavamo in un precedente articolo, l’aurora boreale si forma dopo che le particelle solari interagiscono con gli atomi di ossigeno intrappolati nel campo magnetico terrestre. Il colore verde che vediamo generalmente in Lapponia o in Islanda è dovuto alla quota (bassa). In genere, infatti, si avvistano tra i 100 e i 300 km sopra le nostre teste. Ma quando l’attività solare è particolarmente intensa, le particelle provenienti dal Sole possono interagire con l’ossigeno molecolare ancora più in alto, tra i 400 e gli 800 km. Questo causa il colore rosso che abbiamo visto anche in Italia.
Per saperne di più:
- Consulta la sezione dedicata all’aurora della NASA
