Dopo le prime rilevazioni del 2025, Hubble conferma finalmente l’esistenza di una stella compagna. Siwarha attraversa l’atmosfera di Betelgeuse, lasciando una scia di gas che spiega i misteriosi cicli di luce

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Per anni gli astronomi hanno osservato Betelgeuse senza capire cosa stesse succedendo. La supergigante rossa in Orione, famosa per le sue variazioni imprevedibili, nasconde un compagno, o meglio, una compagna. I nuovi dati del telescopio spaziale Hubble confermano l’esistenza di una seconda stella che orbita attraverso l’atmosfera esterna della gigante, convalidando le osservazioni preliminari emerse nell’estate del 2025.

​la stella è stata battezzata “Siwarha“, parola che deriva dall’arabo e significa “il suo braccialetto“, quasi romantico, se pensiamo al fatto che il nome Betelgeuse, deriva anch’esso dall’arabo “Yad al-Jawza“, che tradotto è “la mano del gigante“. Non possiamo però vederla direttamente: la luce di Betelgeuse è troppo intensa e oscura la vista.

Inoltre, la stella “braccialetto” Siwarha, è una stella di bassa massa, minuscola rispetto a un astro che può contenere circa 400 milioni di Soli. Ma se l’anno scorso avevamo immagini indiziarie, ora finalmente abbiamo una scoperta vera e propria.

L’effetto motoscafo

La conferma si basa sull’impatto della compagna sull’ambiente. Siwarha si muove così vicino a Betelgeuse da attraversare la sua atmosfera estesa. Questo passaggio crea un’onda d’urto nel gas, una scia densa come quella di una barca che si muove nell’acqua.

Analizzando la luce della stella per otto anni, Hubble ha isolato la presenza di questa scia. L’onda d’urto altera lo spettro luminoso e la velocità dei gas in modo prevedibile, apparendo puntuale ogni volta che il compagno completa un passaggio orbitale. È il tassello che mancava per trasformare un’ipotesi in certezza.

Betelgeuse non è sola: Hubble conferma la scoperta della stella compagna
Betelgeuse e Sirawha in un’illustrazione artistica. L’immagine mostra l’orbita della stella compagna attorno alla supergigante. (Crediti: Nasa)

Il ritmo dei 6 anni

Questa presenza fisica spiega un fenomeno che rimaneva inspiegato. Betelgeuse ha due ritmi di variazione: uno breve di circa 400 giorni, legato alle pulsazioni interne, e un “lungo periodo secondario” di circa 2100 giorni (sei anni).
​Quel ciclo di sei anni corrisponde all’orbita di Siwarha. L’oscuramento anomalo del 2020 aveva attirato l’attenzione, ma è stata la regolarità di questa scia nel gas a fornire oggi la prova decisiva.

Appuntamento al 2027

La scoperta rende Betelgeuse un caso di studio perfetto. Essendo vicina (650 anni luce), ci permette di capire come le stelle massicce perdono materiale interagendo con i compagni prima di esplodere in supernove. Al momento Siwarha si trova dietro la supergigante rispetto alla nostra visuale. Gli astronomi hanno già calcolato il prossimo avvistamento: la compagna e la sua scia riemergeranno nel 2027, offrendo l’occasione per studiarla con dati certi alla mano.

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