Il cielo è un patrimonio di tutta l’umanità. Di conseguenza, le decisioni sul suo utilizzo devono tener conto delle esigenze di tutti. Il dibattito non può quindi ridursi a un’opposizione sterile tra tecnologia, economia e astronomia. Sta a noi, tutti, trovare una strada per farle coesistere
Nel mondo cosi` freneticamente iper-connesso e veloce in cui viviamo, i satelliti sono sempre più una risorsa essenziale per le comunicazioni globali. Tra il 2017 e il 2022, le aziende hanno richiesto l’accesso allo spettro radio per oltre un milione di satelliti, e diversi servizi forniti da reti di satelliti per telecomunicazioni, soprattutto in orbita bassa terrestre, hanno visto una crescita esponenziale nell’ultimo decennio, con un impatto spesso positivo. Ad esempio, grazie a loro un numero crescente di persone in aree remote o in zone di conflitto puo`oggi effettuare chiamate e connettersi a internet senza bisogno di infrastrutture terrestri. Questo successo, tuttavia, comporta delle sfide, in particolare riguardo alla sicurezza e alla sostenibilità. Attualmente, la maggior parte dei satelliti ha un ciclo di vita di 15 anni o meno ed è progettata per un unico utilizzo. Cio` aggrava il problema dei detriti spaziali, attualmente in continua crescita, e al contempo solleva domande cruciali su come e se l’umanità debba regolamentare l’ambiente orbitale terrestre. Per ovvie ragioni, gli astronomi sono tra i primi a sollevare preoccupazioni per il cielo notturno
Il Vera Rubin Observatory
L’osservazione di stelle e galassie è sempre più disturbata da scie luminose e interferenze radio generate dai satelliti. Il problema è particolarmente grave per il prossimo grande progetto del Vera C. Rubin Observatory, che nei prossimi dieci anni fotograferà l’intero cielo ogni tre notti dalla sua postazione in Cile. La sua potente fotocamera, la più grande mai costruita, catturerà inevitabilmente migliaia di satelliti in transito.

Come affrontare il problema satelliti-cielo?
Negli ultimi cinque anni, alcuni astronomi e operatori satellitari hanno collaborato per mitigare l’impatto satellitare e garantire cosi`cieli scuri e silenziosi. Alcune soluzioni proposte includono la modifica del design dei satelliti per ridurne la luminosità e la coordinazione dei tempi di osservazione per evitare il passaggio di satelliti in momenti critici. Tuttavia, servono regole condivise e linee guida internazionali per garantire la coesistenza tra astronomia e tecnologia satellitare. Qualche passo in avanti è già stato fatto, ma il ritmo deve accelerare. Tre anni fa, l’Unione Astronomica Internazionale (IAU) ha istituito a Parigi un centro per la protezione dei cieli scuri, promuovendo raccomandazioni che iniziano ad essere adottate. Un esempio e` dato dalla Francia, che ha aggiornato la sua legislazione spaziale per imporre una riduzione della luminosità dei satelliti nazionali.
Il finanziamento
Un aspetto cruciale è il finanziamento. Il centro dell’IAU opera con risorse limitate, basandosi su contributi volontari. Maggiori investimenti, come il recente finanziamento di 750.000 dollari della National Science Foundation degli Stati Uniti per sviluppare strumenti software di previsione del passaggio dei satelliti, sarebbero fondamentali. Ma anche le aziende che costruiscono e gestiscono satelliti devono fare la loro parte. SpaceX, con oltre 7.000 satelliti in orbita, ha dimostrato apertura collaborando con gli astronomi per ridurre l’impatto sulle osservazioni. Altre aziende dovrebbero seguirne l’esempio, rilasciando più informazioni sulle caratteristiche e le frequenze dei loro satelliti, oltre alla loro posizione in tempo reale. Alcuni dati sono commercialmente sensibili, ma potrebbero essere condivisi in modo da supportare la comunità scientifica senza compromettere segreti industriali.

Un’urgenza globale per regole condivise
Infine, emerge la questione della regolamentazione, o meglio della sua carenza. Attualmente, la maggior parte delle aziende non adotta misure per ridurre l’impatto astronomico semplicemente perché non esistono obblighi normativi stringenti in merito. Le agenzie regolatorie del settore satellitare hanno poteri limitati o nulli su questo aspetto.
Oltre all’impatto sull’astronomia, la discussione sui mega-satelliti deve inserirsi in un contesto più ampio che riguarda la sostenibilità spaziale e i diritti umani. Le prospettive delle popolazioni indigene, molte delle quali hanno un profondo legame culturale con il cielo notturno, devono essere considerate nei processi decisionali sullo spazio. In alter parole, il riconoscimento dei loro diritti dovrebbe estendersi anche allo spazio, in quanto “Se si distrugge il cielo notturno con l’inquinamento luminoso o quello satellitare, si tratta di una forma di colonizzazione” (Hilding Neilson, Memorial University of Newfoundland).
Sostenibilità e diritti umani

Oltre all’impatto sull’astronomia, la discussione sui mega-satelliti deve inserirsi in un contesto più ampio che riguarda la sostenibilità spaziale e i diritti umani. Le prospettive delle popolazioni indigene, molte delle quali hanno un profondo legame culturale con il cielo notturno, devono essere considerate nei processi decisionali sullo spazio. In alter parole, il riconoscimento dei loro diritti dovrebbe estendersi anche allo spazio, in quanto “Se si distrugge il cielo notturno con l’inquinamento luminoso o quello satellitare, si tratta di una forma di colonizzazione” (Hilding Neilson, Memorial University of Newfoundland).
Fonti:
- Hilding Neilson; 2024. Astronomy in Focus, Volume 1 XXIXth IAU General Assembly, August 2015 Piero Benvenuti, ed.;
- Nature, Vol 639, 20 March 2025, 545, Editorial.
