Star City, la Città delle Stelle: da base segreta sovietica a simbolo dell’addestramento spaziale internazionale e della memoria dei cosmonauti

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Quando si parla di addestramento spaziale, il primo nome che viene in mente è spesso Star City, la celebre “Città delle Stelle” alla periferia di Mosca. Ma dietro questo nome in inglese — o dietro il suo originale russo Zvezdny Gorodok — si cela molto di più di una semplice base: si tratta di un luogo che ha segnato la storia dell’esplorazione umana e il cuore di chi l’ha vissuto. La traduzione più autentica del suo nome — Cittadella stellata — dà già un’idea poetica di ciò che questo luogo rappresenta per generazioni di cosmonauti e astronauti.

Città delle Stelle
Monumento posto all’ingresso del GCTC

Per molti, Star City è una leggenda. Anche i nostri astronauti italiani — in particolare Luca Parmitano e Samantha Cristoforetti — ne hanno raccontato l’essenza nei loro libri, descrivendo l’intreccio di emozioni, nostalgia e determinazione che si respira lungo i viali ombrosi di betulle, accanto al laghetto o davanti alle palazzine in stile brutalista che punteggiano la cittadina. Qui non si forma solo un astronauta: si cresce come persona.

La celebre statua, posta davanti alla palazzina dove abitava con la famiglia, di Yurij Gagarin che torna a casa portando le margherite alla sua Valentina. (Credito: Roscosmos)

Non c’è sorpresa nel sentire poi un desiderio così umano nei veterani — chi passa di qui, ci vuole restare; chi c’è stato, ci vuole tornare. Perché Star City non è semplicemente un centro di addestramento: è storia viva.

L’inizio di un sogno

Tutto ebbe inizio dopo il lancio di Sputnik 1, il primo satellite artificiale nel 1957, quando divenne chiaro che il passo successivo nell’esplorazione spaziale sarebbe stato l’uomo nello spazio.

Città delle Stelle
Cosmonauti del primo gruppo durante una sessione di ginnastica nei primi anni ‘60. Si riconoscono Titov, Leonov, Njelubov, Khrunov e Volynov. (Credito:Tass)

Per preparare questi pionieri, l’11 gennaio 1960 fu ufficialmente costituita l’unità militare 26266, che sarebbe poi diventata il Centro di addestramento per cosmonauti intitolato a Yuri A. Gagarin (Центр подготовки космонавтов имени Ю.А. Гагарина).

Sergei Korolev — il celebre Progettista Capo del programma spaziale sovietico — fu tra i primi a sottolineare l’importanza dell’addestramento integrale: “Il candidato ideale per un volo spaziale è un pilota di caccia… pilota, navigatore, segnalatore e ingegnere di volo”. Da qui prese forma l’idea di un addestramento rigoroso e multidisciplinare.

Da struttura militare a cittadina internazionale

Nel corso degli anni, Star City ha evoluto il suo ruolo: da avamposto militare quasi segreto a città viva e pulsante, con scuole, servizi, spazi ricreativi e musei, dove famiglie intere crescono accanto a generazioni di cosmonauti. Nel tempo, il Centro ha preparato non solo cosmonauti russi, ma anche astronauti di oltre 30 paesi, fornendo competenze per missioni su navicelle, stazioni spaziali e progetti internazionali.

L’eredità e il presente

A metà degli anni ’60, fu completato il primo complesso residenziale, dando vita alla vera e propria “Cittadella stellata”. Famiglie si trasferirono lì, creando un tessuto sociale unico, dove bambini crescono sapendo che lo spazio non è solo un’idea, ma un possibile destino.

La celebre centrifuga del TzPK. (Credito: Roscosmos

Nel corso degli anni il Centro ha affrontato sfide e trasformazioni — dal periodo dell’URSS alla sua integrazione nella struttura civico-militare di Roskosmos — evolvendosi in un istituto di ricerca e addestramento moderno e internazionale.

L’attuale guida del Centro

Dal 2021 l’istituto è diretto da Maksim Kharlamov, che porta avanti l’eredità di formazione spaziale del Centro, coordinando l’addestramento dei futuri cosmonauti e la cooperazione internazionale con partner di tutto il mondo, nel segno dell’esplorazione umana dello spazio.

L’addestramento alle EVA effettuato nella piscina che contiene una riproduzione in scala 1:1 della sezione russa della ISS. (Credito: Roscosmos)

Perché Star City, la Città delle Stelle, resta nel cuore

La Città delle Stelle non è solo un luogo fisico: è un crocevia di sogni. I suoi viali tra gli alberi, il laghetto tranquillo, le palazzine — e soprattutto le storie di chi ha passato notti insonni a studiare, simulare, prepararsi — rendono questo posto veramente speciale. Qui, ogni passo ha il sapore della conquista umana; qui si costruiscono non solo astronauti, ma ponti verso le stelle.

(Tratto dall’articolo pubblicato su Spazio Magazine n. 3/2025, Città delle Stelle)