L’idea prevede una vera e propria “inseminazione delle nuvole” e potrebbe essere usata per combattere la siccità che sta mettendo in ginocchio l’Italia.

La situazione in Europa, e in Italia in particolare, è davvero drammatica. Eloquenti le ultime immagini del Nord dal satellite: il Po si sta prosciugando e la filiera alimentare italiana è in grave pericolo per il protrarsi della siccità. Una delle domande che ci si può porre in tal senso è se sia possibile creare una sorta di pioggia artificiale. Ci avevano pensato anche in Cina, durante l’inverno scorso. La Cina è nota per avere il peggior inquinamento al mondo e le immagini dello smog che inghiotte le principali città cinesi fanno continuamente il giro del web. Alla luce di questa situazione, i primi di gennaio il South China Morning Post riferì che il governo aveva intenzione di usare una tecnica di modifica del clima chiamata “inseminazione delle nuvole”. Ecco di cosa si tratta.

Come si potrebbe creare la pioggia artificiale? Credit: unsplash

Come si potrebbe creare la pioggia artificiale?

La tecnica prevede l’utilizzo di un piccolo aereo o drone per spargere un composto nelle nuvole (ioduro d’argento) in modo da innescare la condensazione dell’acqua nell’aria. Questo meccanismo porterebbe a far piovere o nevicare, due eventi atmosferici che in ogni caso aiutano a liberare l’atmosfera dalle particelle inquinanti. La tecnica, in Cina, sembra aver avuto successo. I ricercatori hanno spiegato che questa pioggia artificiale ha effettivamente ridotto l’inquinamento atmosferico in città. L’inseminazione delle nuvole potrebbe sembrare una follia, dal punto di vista etico, ma è una soluzione più realistica di quanto non sembri. La Cina, tra l’altro, l’aveva già usata nel corso delle Olimpiadi del 2018 per ridurre i livelli di smog. Fatto sta che si tratta di una vera e propria manipolazione del meteo.

Studi autorevoli hanno dimostrato che l’inseminazione delle nuvole può effettivamente aumentare le precipitazioni dal 5 al 15%. Solo che attualmente non abbiamo idea di come questo potrebbe interferire con la condensazione e le precipitazioni sul nostro pianeta. La pioggia artificiale tramite l’inseminazione delle nuvole è stata tentata per la prima volta da un americano di nome Vincent J. Schaefer nel 1946. Dopo aver pilotato un aereo sopra al Massachusetts, ha rilasciato palline di ghiaccio secco fra le nuvole, che a loro volta sono state in grado di produrre neve. La scienza dietro al cloud seeding è piuttosto semplice: la pioggia si verifica quando troppo vapore acqueo si condensa nell’atmosfera. Le nuvole diventano troppo pesanti per stare insieme e l’acqua ricade a terra sotto forma di goccioline liquide. Il vapore acqueo si condensa attorno a minuscole particelle d’aria, motivo per cui l’inseminazione delle nuvole implica l’introduzione di più particelle in ogni nuvola, in modo da incrementare la possibilità di precipitazioni.

Riferimenti: The Daily Beast

Passione Astronomia partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU, che consente ai siti di percepire una commissione pubblicitaria pubblicizzando e fornendo link al sito Amazon.it