Età, genere, provenienza e connessioni accademiche: ecco cosa accomuna chi ha ricevuto il prestigioso riconoscimento, il Nobel

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I premi Nobel vengono assegnati quasi ininterrottamente dal 1901, rappresentando il massimo riconoscimento nel mondo scientifico. Ma quali caratteristiche accomunano i vincitori di questi ambiti premi? Un’analisi approfondita condotta da Nature sui 346 premi e 646 vincitori rivela interessanti tendenze.

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Nobel
La medaglia del premio Nobel per la Letteratura assegnata a Gabriel García Márquez nel 1982. Crediti: Fernando Vergara/AP.

L’età giusta per vincere

Se state sognando di ricevere la telefonata da Stoccolma, sappiate che il momento d’oro arriva intorno ai 54 anni. Questa è infatti l’età in cui ben 24 scienziati hanno ricevuto il premio, risultando la più frequente tra i vincitori. L’età media complessiva si attesta invece sui 58 anni. Ci sono ovviamente delle eccezioni notevoli. Il più giovane vincitore di sempre è stato Lawrence Bragg, premiato per la fisica nel 1915 all’età di soli 25 anni, in condivisione con suo padre William per i loro studi sulla struttura dei cristalli tramite raggi X. All’estremo opposto troviamo John B. Goodenough, che ha ricevuto il Nobel per la chimica nel 2019 alla veneranda età di 97 anni, per lo sviluppo delle batterie agli ioni di litio.

Il fattore genere

L’analisi dei dati rivela una disparità di genere marcata tra i vincitori. Se si è uomini, le probabilità di vincere un Nobel scientifico aumentano significativamente. Per le scienziate donne, il campo con maggiori opportunità sembra essere quello della fisiologia o medicina. Tuttavia, è incoraggiante notare che la situazione sta lentamente migliorando. Nell’intero XX secolo, solo 11 premi Nobel scientifici sono stati assegnati a donne. Dal 2000 ad oggi, questo numero è salito a 15, segnando un trend positivo seppur ancora lontano dalla parità.

Tempistica e condivisione del premio

Chi aspira al Nobel deve mettere in conto una lunga attesa. In media, trascorrono circa due decenni tra il lavoro scientifico meritevole del premio e l’effettiva assegnazione. Questo intervallo si sta peraltro allungando nel tempo: se prima del 1960 l’attesa media era di 14 anni, per i premiati degli anni 2010 è salita a 29 anni. Un altro trend interessante riguarda la condivisione del premio. La tendenza a premiare più scienziati contemporaneamente è in aumento, specialmente nel campo della fisiologia o medicina, dove il 65% dei premi viene assegnato a due o tre vincitori. La chimica rimane il settore con la più alta percentuale (55%) di premi assegnati a un singolo ricercatore.

Geografia del successo del Nobel

La localizzazione geografica gioca un ruolo cruciale nelle probabilità di vincita. Il Nord America, e in particolare gli Stati Uniti, dominano la scena dei premi Nobel scientifici. Quasi il 54% di tutti i premi è stato assegnato a ricercatori operanti in Nord America. Per chi nasce altrove, trasferirsi in questa regione sembra essere la strategia più efficace per aumentare le proprie chance. L’Europa si posiziona come seconda area geografica più prolifica, sia per i nativi che vi rimangono, sia come meta attrattiva per scienziati provenienti da altre parti del mondo. È importante notare che solo dieci vincitori provengono da paesi a basso e medio-basso reddito, e la maggior parte di questi si era trasferita in Nord America o Europa al momento del conferimento del premio.

L’importanza delle connessioni accademiche

Uno degli aspetti più curiosi emersi dall’analisi riguarda le connessioni tra i vincitori. Lavorare nel laboratorio di un premio Nobel, o di qualcuno destinato a diventarlo, aumenta significativamente le probabilità di vincita. Si delinea così una sorta di “albero genealogico” accademico dei premi Nobel, dove mentori e allievi si intrecciano in una rete di eccellenza scientifica. Un esempio emblematico è quello di John W. Strutt, vincitore del Nobel per la fisica nel 1904, che può vantare ben 228 “discendenti accademici” premiati con il Nobel. Tra questi figura Joseph Thomson, suo allievo diretto, che a sua volta ha formato nove vincitori in fisica e due in chimica, dando vita a una vera e propria dinastia Nobel.

Questa interconnessione è talmente pervasiva che 702 su 736 vincitori dei premi Nobel scientifici e di economia fino al 2023 fanno parte della stessa “famiglia accademica”, collegati da qualche legame comune nella loro storia formativa. Solo 32 laureati risultano completamente scollegati da questa vasta rete.

Aree di ricerca premiate

Alcune discipline scientifiche sembrano essere più premiate di altre. Analizzando i 69 premi assegnati tra il 1995 e il 2017, emerge che cinque aree di ricerca rappresentano più della metà dei riconoscimenti: fisica delle particelle, biologia cellulare, fisica atomica, neuroscienze e chimica molecolare. Questa concentrazione solleva interrogativi sulle ragioni di tale disparità. I comitati che assegnano i premi Nobel nelle scienze hanno dichiarato di lavorare continuamente per migliorare il processo di nomina, con l’obiettivo di ampliare la diversità in termini di genere, nazionalità e ambiti di ricerca.

Insomma, l’analisi dei vincitori dei premi Nobel scientifici offre uno spaccato affascinante sulla storia e l’evoluzione della ricerca d’eccellenza negli ultimi 120 anni. Emergono tendenze chiare – come la predominanza maschile e nordamericana – ma anche segnali di cambiamento, con una lenta ma costante apertura verso una maggiore diversità.

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