Gli scienziati propongono una nuova tecnica per identificare gli oceani sugli esopianeti: un passo fondamentale per trovare la vita al di fuori del nostro sistema solare.

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La ricerca di acqua liquida sugli esopianeti è la chiave per trovare la vita tra le stelle. Ora gli scienziati hanno proposto una nuova strategia che potrebbe aumentare le possibilità di trovarla. Nel nuovo studio, pubblicato sulla rivista Nature Astronomy, i ricercatori hanno ipotizzato che se l’atmosfera di un esopianeta contiene meno CO2 rispetto ai suoi vicini, sulla sua superficie potrebbero esserci grandi quantità di acqua – o addirittura vita.

I dettagli del nuovo studio

Credit: NASA

Attualmente, trovare acqua liquida sui pianeti al di fuori del sistema solare è una sfida importante. Dei circa 5.000 esopianeti che abbiamo scoperto, l’acqua liquida non è stata confermata su nessuno. La cosa migliore che gli scienziati possono fare è rilevare tracce di acqua nelle atmosfere degli esopianeti e determinare se questi corpi celesti possano teoricamente supportare l’acqua allo stato liquido.

Perché cercare CO2 è più facile che trovare acqua liquida

Inizialmente l’atmosfera terrestre era composta principalmente da CO2, ma poi il carbonio si è dissolto nell’oceano e ha reso il pianeta in grado di sostenere la vita negli ultimi quattro miliardi di anni circa. Una volta che il carbonio si è dissolto negli oceani, l’attività tettonica lo ha bloccato nella crosta terrestre. Questo è in parte il motivo per cui il nostro pianeta ha livelli di CO2 significativamente più bassi rispetto ai nostri vicini cosmici. Cercare la CO2 è più facile che trovare acqua liquida: se gli scienziati osservassero un’atmosfera altrettanto povera di carbonio su un esopianeta, ciò potrebbe indicare la presenza di vasti oceani simili al nostro.

Riusciremo a trovare la vita?

Sebbene l’approccio sembri funzionare in linea di principio, potrebbero esserci ancora degli ostacoli, poiché non è chiaro quanti esopianeti terrestri abbiano anche un’atmosfera. Man mano che i ricercatori continueranno a scoprire altri esopianeti, verranno individuate anche più atmosfere. E questa tecnica potrebbe aiutare a capire se possano sostenere la vita.

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