Una rara staffetta tra Luna e Sole ha disegnato nel cielo alpino spettacolari fenomeni ottici atmosferici

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Tra la notte del 30 dicembre e la mattina del 31 dicembre, il cielo del Nord-Est alpino si è trasformato in un palcoscenico inatteso, dando vita a una sequenza di rari fenomeni ottici atmosferici.
Prima la luce lunare, poi quella solare: una vera e propria staffetta luminosa, in cui la luce, interagendo con cristalli di ghiaccio sospesi nell’aria ha permesso all’atmosfera di raccontare la stessa storia con due voci diverse.

Le immagini che documentano questo evento sono state realizzate a Chamonix, una delle località montane più suggestive della Francia, da Antonella, che è riuscita a cogliere l’intera sequenza con il solo utilizzo di uno smartphone. Un dettaglio non secondario: questi fenomeni, per quanto rari, non richiedono strumentazione specialistica, ma soprattutto richiedono attenzione, tempo e la disponibilità ad alzare lo sguardo.

I fenomeni osservati sono stati generati dall’interazione della luce con cristalli di ghiaccio sospesi nell’atmosfera, probabilmente associati a nubi alte di tipo cirriforme o a cristalli liberi in aria fredda e stabile. A cambiare non è stato il meccanismo fisico, ma la sorgente luminosa: prima la Luna, poi il Sole.

 

 

La scena notturna: la Luna come sorgente

La notte del 30 dicembre è stata dominata dalla presenza di un complesso sistema alonare lunare, al cui interno spicca un fenomeno eccezionale alle nostre latitudini: il rarissimo arco circumorizzontale lunare.

L’arco circumorizzontale lunare

L’arco circumorizzontale è noto per essere uno dei fenomeni più spettacolari e colorati del cielo, spesso definito, impropriamente, “arcobaleno di fuoco”. Come già approfondito in precedente articoloalle latitudini italiane questo arco, se generato dal Sole, è osservabile solo in limitati periodi dell’anno, quando l’astro supera i 58° di altezzasull’orizzonte.

A fine dicembre ciò è impossibile: il Sole è troppo basso.
Eppure, l’arco è comparso.

L’unico modo perché ciò accada è che la sorgente luminosa sia la Luna. In questi giorni, infatti, la Luna ha raggiunto in cielo un’altezza ben superiore a quella del Sole, superando la soglia dei 58°, indispensabile per la formazione dell’arco circumorizzontale.

L’altezza non è una condizione sufficiente. Affinché il fenomeno diventi osservabile è necessario che la Luna sia anche estremamente luminosa. Questo avviene soprattutto nelle fasi prossime al plenilunio e in prossimità del perigeo, come nel caso della Luna di fine anno. A ciò si aggiunge un ulteriore fattore: in questo periodo la Terra si trova in prossimità del perielio, condizione che incrementa ulteriormente l’illuminazione lunare.

È dunque la combinazione di più elementi di meccanica celeste, altezza angolare, fase lunare, distanza Terra-Luna e distanza Terra–Sole, ad aver creato le condizioni ideali per una manifestazione netta e ben definita dell’arco circumorizzontale lunare.

Gli altri fenomeni lunari presenti

Accanto all’arco circumorizzontale lunare, la scena notturna era arricchita da:

  • Alone lunare (22°)
    Un anello luminoso attorno alla Luna, prodotto dalla rifrazione della luce nei cristalli di ghiaccio esagonali orientati casualmente. È il fenomeno alonare più comune, ma non per questo meno significativo.
  • Alone circoscritto
    Una arco che si sovrappone all’alone classico, che si manifesta quando i cristalli assumono orientamenti preferenziali. La sua forma ellittica o “schiacciata” racconta molto della microfisica atmosferica in atto.
  • Cerchio paraselenico
    Una fascia luminosa orizzontale bianca che attraversa il cielo passando per la Luna, generata dalla riflessione della luce su facce verticali dei cristalli. È l’equivalente lunare del cerchio parelico solare.

Il passaggio di testimone: il cielo diurno

Con il sorgere del Sole, l’atmosfera non ha interrotto il suo racconto.
Gli stessi cristalli, o cristalli molto simili, hanno continuato a interagire con la luce solare, dando vita a una nuova configurazione di fenomeni:

  • Alone solare
  • Cerchio parelico, l’equivalente al cerchio paraselenico
  • Cani solari (Sun Dogs) o Paraeli (vedi articolo di approfondimento))
    Macchie luminose colorate ai lati del Sole, prodotte dalla rifrazione nei cristalli orientati. Per la Luna, lo stesso fenomeno prende il nome di paraseleni. Coincidentalmente nell’immagine è presente un “Cane Terrestre” la cui formazione sarà a tutti nota. 
  • Arco circumzenitale (vedi articolo di approfondimento)
    Un arco dai colori intensi, situato in alto nel cielo, spesso definito il “sorriso del cielo”. È uno dei fenomeni più puri dal punto di vista ottico e, come già discusso in articoli precedenti, richiede una geometria solare precisa e cristalli ben orientati.

Considerazioni

Eventi come questo ricordano che la meraviglia non ha bisogno di essere cercata nel fragore o nell’eccesso. Non servono spettacoli pirotecnici, né luci artificiali che durano il tempo di un istante, per sollevare lo sguardo verso il cielo.
L’atmosfera, quando le condizioni fisiche e geometriche lo permettono, è perfettamente capace di offrire spettacoli di straordinaria eleganza, silenziosi e persistenti, accessibili a chiunque sia disposto a osservare.

Le formazioni alonari che hanno accompagnato il passaggio dalla notte al giorno tra il 30 e il 31 dicembre non hanno fatto rumore, non hanno attirato l’attenzione con esplosioni o colori violenti. Eppure sono rimaste nel cielo a lungo, lasciando il tempo necessario per essere comprese, documentate e raccontate.
Sono fenomeni che non chiedono applausi, ma tempo; non impongono lo sguardo, ma lo invitano.

In questo senso, la natura non compete con l’artificio: lo supera.
Perché sa stupire senza alzare la voce, e perché continua a parlarci, piano, ogni volta che scegliamo di ascoltarla.