I Sun Dogs o i Parelii sono affascinanti fenomeni ottici che si manifestano come batuffoli di luce ai lati del Sole

I Parelii, o “cani solari”, sono affascinanti fenomeni ottici che si manifestano come batuffoli di luce ai lati del Sole. Quando si osservano, coprendo il Sole con una mano e indossando occhiali da sole, emergono con una varietà di colorazioni. La parte rivolta verso il Sole può apparire rossa, mentre la parte esterna assume tonalità blu.

Parelio
Parelio destro sopra Cortina d’Ampezzo (© Marcella Giulia Pace)

La loro posizione distintiva, equidistanti a destra e sinistra del Sole, ha portato alla suggestiva percezione popolare di essere i custodi del Sole, spesso paragonati a cani da guardia. Suggestione insita anche nel termine parelio il cui significato è: “con il Sole”.

Parelii
Parelii con coda – Cortina d’Ampezzo (© Marcella Giulia Pace)

In alcune circostanze, la loro luminosità può essere tanto intensa da sembrare quasi come dei soli aggiuntivi nel cielo. Altre volte sono tenui e mostrano la loro colorazione che va da rosso al verde-blu.

Parelio
Parelio sinistro molto luminoso da sembrare un secondo Sole. Ragusa (© Marcella Giulia Pace)

Non sempre i parelii appaiono contemporaneamente, la loro formazione nel cielo può essere individuale, coinvolgendo solo il parelio generato dalla presenza di cirri in una specifica parte del cielo. Quando il Sole è sopra l’orizzonte, prima di svanire i parelii si attenuano e mostrano solo la colorazione rossa. 

Parelio al tramonto . Faro di Punta secca – RG (© Marcella Giulia Pace)

Dove cercarli?

Va premesso che, essendo una formazione che si manifesta spesso in prossimità del Sole, è importante salvaguardare la propria vista e posizionarsi in un posto all’ombra dove il Sole è coperto da un edificio o da un albero. Si avrà anche un miglior contrasto dei colori se si proteggeranno gli occhi con occhiali da sole. I parelii spesso appaiono a destra e a sinistra del Sole, seguendo la circonferenza di un cerchio immaginario con il Sole come centro. Se sarà presente anche l’alone solare, i parelii potranno apparire tangenti ad esso. Il loro aspetto può cambiare velocemente in base al cirro sul quale si sta formando. 

Parelii
Alcune fasi del passaggio di un cirro che forma un Parelio presso Ragusa (© Marcella Giulia Pace)

Prima del tramonto e poco dopo l’alba, quando sono bassi sull’orizzonte, sono più facilmente identificabili perché a portata di vista, oltre a trovarsi nelle condizioni di maggiore luminosità. Questa posizione è relativamente costante e si verifica ad angoli specifici rispetto alla posizione del Sole nel cielo. Più il Sole è alto rispetto l’orizzonte e più i parelii si innalzano e si allontanano dal Sole. Sopra i 40° sono anche più tenui e difficili da individuare. 

Parelii
Parelii alti rispetto al Sole e distanziati dall’alone solare. Nell’immagine sono presenti altri fenomeni come l’arcotangente all’alone e il cerchio parelico. (© Marcella Giulia Pace)

La loro posizione rispetto all’alone solare e la loro grandezza e forma, cambiano in base all’altezza del Sole.

Parelio staccato rispetto all’alone (© Marcella Giulia Pace)

Si allungano in senso verticale quando il Sole è basso sull’orizzonte altre volte si allungano in senso orizzontale, formando anche delle code di colore bianco.

Parelio con coda ripreso da Pasquale D’Anna

Si possono formare non solo in cielo ma anche su un paesaggio terrestre, se è presente la “polvere di diamante” creata dalla danza di polvere di cristalli di ghiaccio sospesi sul suolo in località dove le temperature sono considerevolmente sotto lo zero. In questo caso, quindi, non sono i cirri a formarli ma condizioni atmosferiche che riguardano l’ambiente attorno all’osservatore.

Quando si formano?

Si formano a qualsiasi latitudine del pianeta e in qualsiasi stagione. Il fenomeno dei parelii si verifica di solito durante il giorno se sono presenti cirri e quando il Sole si trova a un’altitudine inferiore ai circa 60°. La loro formazione è influenzata principalmente dalla presenza di cristalli esagonali piatti (piastre) nei cirri e dal loro orientamento.

Tuttavia, in circostanze rare, può essere osservato anche di notte, soprattutto se il cielo è attraversato da cirri investiti dalla luce di una Luna molto luminosa e quando la posizione di quest’ultima non superi i 60° circa di altitudine.

Paraselene (© Marcella Giulia Pace)

Come si formano i parelii?

La formazione dei parelii è attribuibile alla rifrazione della luce su cristalli di ghiaccio sospesi, comunemente presenti nei cirri. Questi cristalli, che assumono la forma di esagoni piatti in caduta libera con la base quasi parallela all’orizzonte, agiscono come prismi naturali. Quando la luce solare attraversa il cristallo, entra attraverso una faccia laterale e esce attraverso un’altra inclinata di circa 60° rispetto alla prima generando così i Sun Dogs.

Parelio

Sono rari?

Non sono fenomeni rari ma alcune varietà di queste formazioni sono meno frequenti. L’osservazione notturna, ad esempio, può essere considerata più rara poiché legata alla fase lunare e alla sua luminosità oltre alla contemporanea presenza di cirri. Di notte, non appaiono mai così luminosi da essere considerati doppie lune così come accade per il Sole e la nostra percezione visiva non ci permette di distinguerne i colori che invece possono essere catturati attraverso la fotografia. La manifestazione originata dalla Luna prende il nome di Paraselene o Moon Dog

In condizioni particolari di riflessione della luce ai lati verticali dei cristali di ghiaccio, si possono formare dei prolungamenti denominati “code dei parelii” che talvolta vanno a fondersi con il cerchio parelico. 

Parelio
Parelio con coda presso Marina di Ragusa (© Marcella Giulia Pace)

Altra rarità legata al parelio è il sub-parelio: si trova più vicino all’orizzonte e possono apparire a circa 18 gradi di distanza dal Sole.

Ciò che li distingue dai raggi solari ordinari è la completa riflessione interna sulla faccia orizzontale inferiore dei cristalli.

I sub-parelii si formano proprio sotto l’orizzonte, spesso in posizione quasi speculare rispetto ai parelii. Questo fenomeno può essere più facilmente individuato durante il volo sopra un tappeto di cirri, ad esempio guardando attraverso il finestrino di un aereo.

Esistono anche formazioni di parelii a 120°, sono varianti dei parelii classici che si formano a circa 120 gradi dal Sole anziché a 22 gradi. Questi fenomeni sono più rari e meno conosciuti rispetto ai parelii tradizionali a 22 gradi.

I parelii a 120° si formano per lo più nelle stesse condizioni atmosferiche dei parelii standard, con particolari tipi di cristalli di ghiaccio presenti nell’atmosfera che rifrangono la luce solare. La geometria dei cristalli e la posizione degli osservatori rispetto alla luce solare devono essere particolarmente favorevoli affinché si formino e siano visibili. Essi appaiono come macchie luminose bianche simili a quelle dei parelii tradizionali, ma la loro posizione nel cielo è diversa. 

Come riconoscere e distinguere i parelii da altri fenomeni

Nel contesto fotografico, è cruciale distinguere tra il riconoscimento di un fenomeno basato su un’immagine e la sua osservazione diretta sul campo. Spesso le foto si concentrano sul fenomeno stesso, trascurando la posizione del Sole, complicando l’identificazione successiva. Si suggerisce perciò di adottare un approccio fotografico ad ampio campo per includere chiaramente la posizione del Sole. Nel caso di immagini in cui la posizione del Sole non fosse evidente, la comprensione delle caratteristiche distintive di ciascun fenomeno e l’attenzione ai dettagli diventerebbero quindi fondamentali per un’identificazione accurata. 

Il parelio potrebbe essere confuso con l’arco circumzenitale (ACZ) o con l’arco circumorizzontale (ACH), in condizioni in cui quest’ultimi si manifestino in modo incompleto, soprattutto se stiamo guardando una foto dove non risulti chiara la posizione del Sole. 

Ancora una volta ci viene in aiuto la distribuzione dei colori: il parelio presenta bande cromatiche verticali mentre l’ACZ ci appare con bande cromatiche ricurve in senso orizzontale. Il parelio e l’ACZ condividono la natura del loro manifestarsi in presenza di cristalli di ghiaccio ma la disposizione delle bande colorate offre il principale criterio distintivo per un’identificazione accurata. Un’osservazione attenta delle caratteristiche distintive, come la posizione nel cielo e l’orientamento dei colori, può quindi aiutare a differenziare chiaramente i tre fenomeni. 
Indice dei fenomeni trattati

Le tue foto nella nostra galleria

Se avessi immortalato il parelio nelle tue fotografie, ci piacerebbe documentare la tua esperienza. Invia le tue immagini accompagnate dalla data, il luogo di scatto e, se possibile, l’orario. Nel nostro articolo, presenteremo una galleria esclusiva (che si aggiornerà ad ogni contributo fotografico) con le testimonianze delle straordinarie osservazioni alle diverse latitudini italiane. I crediti, naturalmente, saranno accuratamente indicati.

Fonti di riferimento

Siti: OPOD
Testi:

  • “Atlante delle Meraviglie del Cielo” di Paolo Candy;
  • “Light and Colors in the open air” di Marcel Gilles Jozef Minnaert;
  • “Rainbow, Halos, and Glories” di Robert Greenler.