Giancarlo Tinè cattura un raro Pilastro di Luce sul vulcano siciliano, un fenomeno mai documentato prima sull’Etna

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L’Etna non dà spettacolo solo con i suoi parossismi, le colate laviche, gli anelli di vapore o i fulmini nella nube eruttiva. A tutto questo si aggiunge un altro fenomeno, sempre più ricercato negli ultimi anni dagli appassionati e dagli osservatori del cielo: il light pillar

Il fenomeno del light pillar, il pilastro di luce, torna in questi giorni a manifestarsi sull’Etna, accompagnando l’imponente spettacolo di una colata lavica che, in soli dieci giorni, ha percorso più di tre chilometri. Molti si sono riversati ad osservarla e fotografarla, eppure, nonostante il grande afflusso di curiosi e appassionati, la documentazione di questo raro fenomeno ottico-atmosferico risulta sorprendentemente scarsa. Il fotografo professionista, Giancarlo Tinè, ha catturato e testimoniato l’evento con la precisione e la dedizione che lo contraddistinguono.

Pilastro di luce
Light Pillar, Pilastro di luce, e alone lunare 2025 ©Giancarlo Tinè

Il precedente

Già nel 2021 ci ha dimostrato, per primo, la presenza del fenomeno del Pilastro di Luce sulla colata del vulcano, un fenomeno ottico solitamente associato al Sole, alla Luna o alle luci cittadine. Grazie a lui, ora sappiamo che anche la luce della lava del nostro vulcano, in presenza delle giuste condizioni atmosferiche, può generare questi pilastri di luce.

La sua foto rappresenta non solo la prima cattura di questo fenomeno sull’Etna, ma anche una delle poche immagini che documentano il Pillar formarsi durante il parossismo di un vulcano. Tanto che la foto del 2021 di Tinè è stata selezionata come Astronomy Picture of the Day (APOD) dalla NASA e Optics Picture of the Day (OPOD), confermando l’eccezionalità di questa osservazione.

Fenomeni luminosi dall’Islanda

Nel 2014, il fotografo Stéphane Vetter aveva testimoniato la presenza di questi straordinari fenomeni luminosi su un vulcano in attività, immortalando l’evento dall’Islanda, osservando il vulcano in eruzione Bárðarbunga nel campo di lava di Holuhraun, uno dei punti di osservazione più elevati sul vulcano. L’immagine, pubblicata come APOD il 23 settembre 2014, mostra un raro pilastro di luce vulcanica accompagnato da un’aurora.

Il fenomeno del Pilastro di Luce sull’Etna

Mentre la colata lavica serpeggia lungo il pendio innevato del vulcano, il fenomeno del light pillar si manifesta nel cielo notturno. L’intensità variabile dell’incandescenza ha creato, nel tempo di esposizione dello scatto, una sequenza di pilastri di luce, che si innalzano nel cielo come colonne di fuoco sospese. Uno spettacolo affascinante e insolito, che unisce la potenza tellurica della lava alla delicatezza dell’atmosfera. I light pillars sono fenomeni ottici causati dalla riflessione della luce su cristalli di ghiaccio esagonali sospesi nell’atmosfera. Questi cristalli, presenti in nubi alte o nei bassi strati dell’aria molto fredda, si dispongono orizzontalmente come minuscoli specchi. In questo caso, si sono probabilmente formati a partire dal vapore acqueo emesso dall’Etna, creando un velo di nubi sottili sopra il vulcano. Quando una sorgente luminosa intensa, come la luce e i bagliori della lava incandescente, interagisce con questi cristalli di ghiaccio, può generarsi un pilastro luminoso che si estende verticalmente.

Pillar del Sole, della Luna e di Venere

pilastri di luce possono essere osservati anche con il Sole e o la Luna, specialmente vicino al tramonto o all’alba. Si presentano come strette colonne luminose che sembrano irradiarsi verticalmente dal Sole, talvolta anche verso il basso. La loro altezza può variare tra i 5 e i 10 gradi, ma in alcuni casi possono essere ancora più estesi.

Non si tratta di veri e propri raggi verticali, bensì della riflessione collettiva di milioni di cristalli di ghiaccio sospesi nell’atmosfera. I pilastri assumono i colori del Sole e delle nuvole, variando dal bianco alle sfumature di giallo, rosso e viola. In alcuni casi, possono apparire come una serie di punti luminosi distribuiti verticalmente, a seconda della disposizione dei cristalli di ghiaccio nelle nubi. Dopo il tramonto, spesso si allungano e si intensificano, seguendo il movimento del Sole sotto l’orizzonte fino a 30-60 minuti dopo la sua scomparsa.

Non solo sul Sole ma anche sulla Luna e sul pianeta Venere

Un paesaggio extraterrestre e il pilastro di luce

L’immagine catturata da Tinè rappresenta un raro esempio di interazione tra luce e atmosfera, dove il calore tellurico e la gelida aria d’alta quota si incontrano, trasformando il paesaggio in una visione quasi extraterrestre. Inoltre, nell’immagine è presente anche un alone lunare, un altro fenomeno ottico affascinante generato dalla rifrazione della luce della Luna attraverso i cristalli di ghiaccio nell’atmosfera di cui abbiamo parlato.

Giancarlo Tinè: una passione per professione

Parlando con Giancarlo Tinè, egli ci ha raccontato l’emozione provata nel vedere il getto di luce innalzarsi sopra il vulcano. A differenza della prima volta, questa volta era consapevole di ciò che stava accadendo e, quasi come una riconferma, ha avuto la sensazione che l’Etna avesse scelto proprio lui per manifestare ancora una volta questo rarissimo fenomeno. 

Giancarlo Tinè non si limita a portare in giro la sua macchina fotografica alla ricerca di inquadrature suggestive per i social media. Al contrario, egli vive e sente i luoghi prima di puntare il suo obiettivo, instaurando un legame profondo con la natura che lo circonda. Il suo rapporto e il suo amore per le bellezze naturali lo premiano, permettendogli di cogliere dettagli e fenomeni che spesso sfuggono a molti. 

Ancora una volta, grazie a osservatori attenti e appassionati come Giancarlo Tinè, possiamo ammirare e studiare fenomeni che arricchiscono la nostra comprensione del cielo e della Terra, ricordandoci che, spesso, le meraviglie più sorprendenti si nascondono nei dettagli.