Impatto dell’impermeabilizzazione dei suoli sul ciclo idrologico: l’influenza dell’urbanizzazione sull’acqua

L’acqua è vita. È alla base dell’esistenza degli esseri viventi sulla Terra e ne garantisce la sopravvivenza. Tuttavia, gli interventi antropici, tra cui la costante urbanizzazione di intere aree, impatta negativamente sul ciclo idrologico. E così mentre si cerca acqua su altri pianeti (la ricerca spaziale è fondamentale, sia chiaro), sulla Terra molto spesso viene scelleratamente dilapidata fino a diventare rischiosa per l’incolumità della popolazione.

Ma sta piovendo molto da ormai tanto tempo! Le falde acquifere sicuramente saranno in ricarica”, le parole ed i pensieri di una gran parte di persone. Beh, non è sempre vero. Non tutta l’acqua meteorica va a rimpinguare gli acquiferi e la percentuale di infiltrazione varia da area ad area. L’impermeabilizzazione dei suoli è uno degli effetti della incessante espansione dell’urbanizzazione che più incidono sul ciclo idrologico ed altresì sull’aumento di vulnerabilità ed esposizione dei sistemi ambientali.

Ma che cosa si intende per “impermeabilizzazione” del suolo?

Non è altro che la copertura/sigillatura del territorio con materiali “impermeabili” che inibiscono parzialmente o totalmente le possibilità del suolo di esplicare le proprie funzioni vitali. Dove è maggiormente presente? Beh, nelle aree metropolitane, dove è più alta la percentuale di suolo su cui insistono costruzioni e nelle aree interessate da strutture industriali, commerciali e infrastrutture di trasporto. Tuttavia è bene sottolineare che un effetto similare lo si riscontra anche nelle aree adibite ad agricoltura intensiva a causa della formazione di strati compattati.

Italia
Carta dell’impermeabilizzazione dei suoli su scala nazionale. Credit: https://www.isprambiente.gov.it/files/pubblicazioni/pubblicazionidipregio/suolo-radice/58-66.pdf

Gli schemi esemplificativi, creati dalla redazione (Antonio D’Anna), evidenziano in maniera immediata ed icastica come l’aumento della impermeabilizzazione comporti una riduzione considerevole e progressiva dell’infiltrazione e la conseguente diminuzione della ricarica degli acquiferi ed al contempo un incremento del deflusso superficiale in volume ed in velocità.

Nel primo schema, in un areale caratterizzato da un suolo interamente vegetato, si nota come il 25% delle precipitazioni riesca a giungere e ricaricare la falda acquifera mentre il deflusso superficiale è appena del 10%.

Primo schema
Primo schema. Credit: Antonio D’Anna

Nel secondo schema, invece, complice un’urbanizzazione di un’area compresa tra il 30% ed il 50%, l’infiltrazione nell’acquifero si riduce arrivando al 15%.

Secondo schema
Secondo schema. Credit: Antonio D’Anna

Nel terzo schema, infine, in un territorio quasi o del tutto urbanizzato, il quantitativo si abbassa al 5%, a fronte del 55% del deflusso superficiale.

Terzo schema
Terzo schema. Credit: Antonio D’Anna

Ed è proprio l’incremento dello scorrimento superficiale (che comporta altresì un aumento dell’inquinamento delle acque) a rappresentare tristemente una delle cause dell’innesco di fenomeni alluvionali con la riduzione dei tempi di corrivazione delle acque meteoriche.

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