La velocità della luce rappresenta effettivamente un limite invalicabile? E come è stato calcolato il valore di 300.000 km/s?
Avrai sentito dire che la velocità della luce nel vuoto è un limite insuperabile e anzi proprio irraggiungibile se non dalla luce stessa. Ma è davvero davvero così?
I fotoni
Ammettere che un corpo dotato di massa possa raggiungere la velocità della luce nel vuoto implica vari problemi. Nel 1905 Albert Einstein pubblicò la teoria della relatività speciale secondo la quale l’energia necessaria affinché un corpo dotato di massa acceleri per raggiungere tale velocità tende all’infinito ma le quantità infinite non hanno senso in natura e allora come fa la luce a viaggiare a questa velocità? La risposta è nelle particelle che la compongono, i cosiddetti fotoni, che sono privi di massa.
Il calcolo del valore
Dobbiamo all’astronomo danese Ole Rømer la determinazione della velocità della luce che è pari a 300.000 km/s. Ma chi ci ha provato per primo? Ovviamente Galileo Galilei: intuì che avesse un valore finito ma non aveva mezzi sufficienti per calcolarla. Fu proprio Rømer a determinare la velocità della luce nel 1676, osservando il moto di Io, una delle lune di Giove, mentre lavorava all’osservatorio reale di Parigi diretto al tempo da Giovanni Domenico Cassini. Io compie un’orbita completa intorno a Giove in 1,76 giorni: ma Rømer si accorse che il tempo impiegato dalla luna non era sempre lo stesso e dipendeva dalla distanza Terra-Io. Il nostro pianeta allontanandosi dal sistema di Giove in alcuni periodi dell’anno, determinava questa differenza.
Per approfondire:
- Leggi l’articolo “How is the speed of light measured?” su l’Università della California
Immagine di copertina credit John Rensten / Corbis
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