Il telescopio Gemini si è tuffato nell’atmosfera di Giove svelando vari misteri grazie anche alla collaborazione di Juno e del Telescopio Spaziale Hubble

I ricercatori grazie ad una tecnica nota come “lucky imaging” hanno raccolto immagini ad altissima risoluzione (in varie lunghezze d’onda) di Giove grazie telescopio Gemini North sul Maunakea delle Hawaii. Queste immagini fanno parte di un programma di osservazione congiunto con il Telescopio Spaziale Hubble e la sonda Juno della NASA. Le immagini di Gemini North, combinate con le osservazioni di Hubble (ottiche e ultraviolette) e Juno (radio), hanno rivelato che i fulmini e le tempeste che li creano, si formano dentro ed intorno a grandi cellule convettive sopra profonde nuvole. Le nuove osservazioni confermano anche che le macchie scure nella famosa “Grande Macchia Rossa” sono in realtà “buchi” nell’atmosfera e non sono dovute a variazioni di colore delle nuvole.

Giove
Giove molto simile a “jack-o-lantern” . Credit: International Gemini Observatory / NOIRLab / NSF / AURA MH Wong (UC Berkeley)

Lucky imaging

Grazie alla “lucky imaging” si ottengono numerose immagini con esposizione molto brevi. Vengono utilizzate solo le foto più nitide, quando l’atmosfera della Terra è “stabile”. Il risultato ha portato ad alcune delle più chiare immagini a infrarossi (4,7 μm) di Giove mai ottenute dalla Terra. Il Near Infrared Imager (NIRI) di Gemini North consente agli astronomi di scrutare in profondità le potenti tempeste di Giove, poiché la luce infrarossa può penetrare l’interno dell’atmosfera gioviana. Questo ha creato un’immagine simile a “jack-o-lantern” (la zucca di Halloween) in cui gli strati caldi e profondi dell’atmosfera di Giove brillano attraverso gli spazi nella spessa copertura nuvolosa del pianeta. 

Rappresentazione della sonda Juno in azione intorno a Giove. Credit: NASA

Un gioco di squadra

La sonda Juno nei suoi passaggi ravvicinati all’atmosfera di Giove ha rilevato segnali radio generati da fulmini. North Gemini e Hubble hanno osservato il re dei pianeti ricavando mappe ad alta risoluzione proprio per completare le osservazioni di Juno, nella zona atmosferica in cui ha rilevato segnali radio. Grazie a tutto ciò, gli studiosi hanno dedotto che le tempeste e di fulmini che si generano, si formano all’interno di grandi celle convettive al di sopra delle più interne nubi d’acqua.

La Grande Macchia Rossa in varie lunghezza d’onda. Credit: NASA, ESA, and M.H. Wong

La Grande Macchia Rossa

Hubble ha mostrato un semicerchio scuro nella Grande Macchia Rossa ed al contempo le foto all’infrarosso di Gemini della stessa zona hanno rivelano un arco molto brillante. Questa “luce” proviene dal calore interno di Giove ed è bloccata nel visibile. Con le osservazioni all’infrarosso, Gemini ha verificato che si tratta di veri e propri “buchi” lucenti nelle nubi.

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