Gli scienziati la chiamano “Anomalia del Sud Atlantico”, ma per i satelliti è un incubo. Una zona debole nel nostro scudo planetario si sta comportando in modo strano.
C’è una zona del pianeta, grossomodo tra il Sud America e l’Africa, che sta dando parecchi grattacapi alla NASA. Si chiama Anomalia del Sud Atlantico ed è, in termini poveri, una “ammaccatura” nel campo magnetico che ci protegge dalle radiazioni solari. La cosa curiosa è che non è un fenomeno statico. I dati recenti mostrano chiaramente che questa debolezza si sta espandendo verso ovest e, dettaglio che ha sorpreso parecchi ricercatori, si sta sdoppiando in due lobi distinti. È come se il nostro scudo avesse un punto debole che si sta allargando.

Perché lassù sono preoccupati (e noi no) ?
Sgombriamo il campo dai dubbi: per noi che stiamo coi piedi per terra, non cambia nulla. Non ci abbrustoliremo. Ma per chi gestisce oggetti in orbita, la storia è diversa.
Quando la Stazione Spaziale Internazionale o i satelliti passano attraverso questa “buca”, vengono bombardati da protoni ad alta energia. È un problema serio: i computer vanno in tilt, i dati si corrompono e spesso gli operatori sono costretti a spegnere tutto finché non ne escono. È una specie di “Triangolo delle Bermuda” per l’elettronica spaziale.

Cosa succede sotto i nostri piedi?
Ma perché accade? La colpa è di quello che bolle in pentola a 3000 chilometri di profondità. Sotto l’Africa c’è una massa di roccia densa e anomala che disturba il flusso di ferro fuso nel nucleo esterno (il generatore del nostro campo magnetico).
Contrariamente a certe teorie apocalittiche che girano online, questo non significa che i poli si stiano per invertire domani. È un fenomeno ciclico. La Terra, semplicemente, è un sistema molto più inquieto e dinamico di quanto ci piaccia pensare.
Per saperne di più: NASA Is Tracking a Vast Anomaly Growing in Earth’s Magnetic Field
