Il picco delle Geminidi è previsto tra il 13 ed il 14 dicembre 2025: la guida all’osservazione di questo meraviglioso sciame meteorico

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La “pioggia di meteore” delle Geminidi, raggiungerà il picco il 13-14 dicembre 2025. Durante l’attività di punta e condizioni meteorologiche perfette, che sono rare, le Geminidi producono circa 100 meteore all’ora. Le meteore saranno molto brillanti perciò spettacolo assicurato (la Luna non disturberà le osservazioni in quanto calante e sorgerà a notte inoltrata).

Le Geminidi
Le Geminidi. Credit: Stefano Pellegrini, APOD 17 Dicembre 2020
https://www.instagram.com/pels_photo/

I dettagli

Le Geminidi viaggiano a circa 125.000 chilometri all’ora, oltre 40 volte più velocemente di un proiettile in corsa, ma è altamente improbabile che le meteore raggiungano il suolo: la maggior parte brucia ad altitudini comprese tra 70 e 85 km. La ‘madre’ delle Geminidi è 3200 Phaethon, un asteroide o una cometa estinta. Quando la Terra passa attraverso tracce di polvere e frammenti lasciate da 3200 Phaethon, quelle polveri bruciano nell’atmosfera terrestre, creando la pioggia di meteore. La pioggia è chiamata “Geminidi” perché le meteore sembrano irradiarsi dalla costellazione dei Gemelli. Di seguito, ecco un’immagine del radiante ovvero la parte del cielo dalla quale sembrano provenire.

Il radiante delle meteore
Il radiante di queste meravigliose stelle cadenti. Credit: NASA

Il picco

Per chi voglia approcciarsi alla visione del cielo, ecco il libro ‘Primo incontro con il cielo stellato‘ di Daniele Gasparri. La pioggia raggiungerà il picco alle 02:00 del 14 dicembre ma anche i giorni successivi saranno favorevoli. Lo strumenti con il quale godersi lo spettacolo è l’occhio nudo cercando la costellazione dei Gemelli con una qualsiasi app astronomica (Sky Tonight, Mappa Celeste, Stellarium, ecc…). Buone osservazioni e cieli sereni (andate sotto cieli privi di inquinamento luminoso, spettacolo assicurato senza dubbio).

Per saperne di più:

  • Consulta la pagina dedicata alle meteore Geminidi della NASA

Immagine di copertina credit KPNO/NOIRLab/NSF/AURA/R. Sparks (NSF NOIRLab)