La nuova immagine mostra un debole bagliore di emissione che si estende fino a 400.000 chilometri dal nucleo della cometa.

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Abbiamo la prima rilevazione a raggi X dell’oggetto interstellare 3I/ATLAS. L’immagine è stata catturata dal telescopio Xtend a bordo del satellite XRISM dell’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA). La nuova immagine si estende su un quadrato proiettato di 3 milioni di chilometri di lato attorno a 3I/ATLAS e mostra un debole bagliore di emissione che si estende fino a 400.000 chilometri dal suo nucleo. Prima di questa rilevazione, 3I/ATLAS era stato osservato solo nelle bande UV, visibile, infrarossa, submillimetrica e radio.

Cosa ci dice la nuova immagine a raggi X

Un’immagine a raggi X dell’oggetto interstellare 3I/ATLAS catturata dal telescopio Xtend a bordo del satellite XRISM dell’Agenzia Spaziale Giapponese (JAXA). Crediti: JAXA.

L’emissione di raggi X dalle comete del sistema solare è stata scoperta per la prima volta nel 1996 attorno alla cometa Hyakutake ed è stata successivamente confermata in altre comete. In precedenza, non erano stati rilevati raggi X da oggetti interstellari. Data la sua grande massa e la “chioma” estesa, 3I/ATLAS ha rappresentato un obiettivo ideale per le osservazioni a raggi X. Un’analisi preliminare di questa immagine ha rivelato un debole alone di raggi X che si estende su una scala angolare di 5 minuti d’arco, corrispondente a una separazione di 400.000 chilometri da 3I/ATLAS. Ciò suggerisce che l’alone luminoso di raggi X sia associato al pennacchio di gas attorno a 3I/ATLAS, rilevato dall’Osservatorio Spaziale SPHEREx e dal Telescopio Spaziale James Webb ad agosto 2025.

Perché c’è emissione di raggi X da 3I/ATLAS

L’emissione di raggi X rilevata dal pennacchio di gas attorno ad 3I/ATLAS non è altro che il risultato della sua interazione con il vento solare. Quando le particelle cariche del Sole scambiano carica con le particelle della nube di gas attorno all’oggetto, si verifica un’emissione di raggi X. In effetti, lo spettro Xtend mostra componenti di emissione in eccesso associate a carbonio, azoto e ossigeno. Oltre all’emissione di fondo della Via Lattea e all’emissione atmosferica terrestre. Questo è un indizio importante che l’emissione osservata potrebbe effettivamente derivare da interazioni di scambio di carica tra il gas che circonda la cometa e il vento solare.

Per saperne di più:

  • Consulta il blog dell’astronomo Avi Loeb.