Una rarissima mega-fusione tra sei galassie giganti è stata scoperta dagli astronomi: il sistema aiuterà a comprendere come nascono le galassie più grandi dell’Universo.
L’Universo continua a sorprendere gli astronomi con fenomeni di proporzioni straordinarie. Un team di ricercatori guidato da Z.L. Wen dell’Accademia Cinese delle Scienze ha identificato uno dei sistemi di fusione galattica più rari mai osservati: sei enormi galassie stanno convergendo verso un’unica gigantesca struttura, dando vita a una vera e propria “mega-fusione” cosmica. La scoperta rappresenta un caso eccezionale, poiché eventi di questo tipo sono estremamente rari nell’Universo e offrono un’opportunità unica per comprendere come si formano le galassie più massicce esistenti.
Sei galassie destinate a diventarne una
Il sistema si trova al centro di un ammasso di galassie denominato WHY J0501+01. Sebbene l’ammasso fosse già stato individuato nel 2018, solamente un’analisi approfondita dei dati raccolti dal progetto DESI Legacy Imaging Surveys ha rivelato che il suo nucleo ospita ben sei galassie massicce. Cinque di queste possiedono una massa superiore a 100 miliardi di volte quella del Sole, mentre la sesta è leggermente più piccola. Al termine del processo, che richiederà tra 800 milioni e 1,9 miliardi di anni, nascerà una delle∞ƒ più grandi conosciute dagli astronomi, con una massa complessiva stimata di circa 1.160 miliardi di masse solari.
Un mare di stelle
Le osservazioni hanno evidenziato anche una gigantesca nube di luce diffusa, estesa per circa 310 kiloparsec. Questa luminosità, chiamata “luce intracluster“, è composta da stelle che sono state “strappate” alle rispettive galassie dalle intense forze gravitazionali generate durante la fusione. Per individuare questa debole emissione, gli astronomi hanno dovuto rimuovere digitalmente la luce proveniente dalle galassie principali, riuscendo così a osservare il tenue bagliore lasciato dalle stelle disperse nello spazio tra esse.
Una scoperta rarissima
Ciò che rende questo sistema davvero eccezionale è la sua rarità statistica. I ricercatori hanno analizzato ben 52.803 ammassi di galassie osservati dal progetto DESI e hanno trovato un solo caso contenente più di quattro galassie in fase di fusione. Nello stesso campione sono stati individuati oltre 2.200 sistemi con due galassie in collisione e appena dodici con quattro coinvolte. Un evento di questo tipo rappresenta quindi un’autentica eccezione, con una probabilità di circa una su 52.800.
I raggi X raccontano una fusione ancora in corso
Le osservazioni effettuate dal telescopio spaziale Einstein Probe hanno mostrato che il gas caldissimo presente nell’ammasso è fortemente disturbato. I ricercatori hanno osservato enormi movimenti del plasma e una lunga coda di materiale, chiari segnali che la fusione è ancora nelle sue fasi più dinamiche. Questi dati confermano che il sistema non ha ancora raggiunto un equilibrio gravitazionale e costituisce un laboratorio naturale ideale per studiare l’evoluzione delle galassie giganti.

Perché questa scoperta è così importante
Le fusioni galattiche sono uno dei principali meccanismi attraverso cui l’Universo costruisce le galassie più grandi. Osservare un evento così estremo permette agli astronomi di verificare i modelli teorici sulla formazione delle strutture cosmiche e comprendere meglio come si evolvono gli ammassi di galassie nel corso di miliardi di anni. Poiché questi processi richiedono tempi enormemente superiori alla durata della vita umana, catturare un sistema in una fase così spettacolare rappresenta un’opportunità scientifica estremamente preziosa per osservare l’evoluzione dell’Universo.
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